Campana stronca il bando per il cineteatro

22 Novembre 2015

Nuova crepa in maggioranza. «Non è stato condiviso ed è fatto male, rischia di andare deserto»

TERAMO. Si apre un nuovo fronte polemico nella maggioranza di centrodestra che governa la città, e che fin dall’inizio del secondo mandato di Maurizio Brucchi ha perso vistosamente la compattezza di prima. Al consigliere comunale Guido Campana di “Al centro per Teramo”, uno dei più critici dell’operato dell’amministrazione Brucchi bis, non piace affatto il bando appena predisposto dal Comune – e che scadrà il prossimo 16 dicembre – per la gestione del cineteatro Comunale.

«Nella riunione di maggioranza fatta subito dopo l’uscita di Fratelli d’Italia-An», riferisce Campana, «avevo lasciato al sindaco un documento in cui elencavo una serie di proposte per migliorare la gestione del cineteatro, invece poi il bando da predisporre non è stato più portato in maggioranza. Dunque in questo bando ci sono aspetti politici non condivisi con la maggioranza e quindi con la città».

Ma cosa, nel dettaglio, non piace a Campana? «Leggendo il bando», continua il consigliere, «noto che non c’è alcuna promozione culturale di qualità, nè migliorie nè servizi aggiuntivi rispetto alla gestione passata. Non mi pare, insomma, un bando al servizio della città. Vedo anzi un aumento dell’affitto a carico del gestore da 20mila a 25mila euro, vedo un aumento di date gratuite che il gestore deve garantire al Comune da 20 a 35. Per cui chi prenderà il teatro avrà tantissime spese – 65mila euro tra affitto e mancate entrate per le date gratuite – e non potrà far crescere il Comunale. Inoltre, con uno Smeraldo che sta per diventare a sette sale, il cinema Comunale come potrà essere più appetibile? La mia paura è che questo bando, essendo poco conveniente, vada deserto. Speriamo di no, ma qualcosa che non va c’è».

Campana, nell’esternare questo malcontento, è ovviamente d’accordo con il suo gruppo consiliare, che conta anche il presidente del consiglio Angelo Puglia. In conclusione, l’ex assessore agli eventi rivolge delle domande dirette al sindaco: «Chi ha deciso queste cose se in maggioranza non sono state condivise? È stato fatto uno studio per stabilire i numeri del bando? E se questo studio non esiste, sono stati decisi in base a che cosa? Insomma: chi ha fatto il bando? Gli indirizzi politici chi li ha decisi? Caro sindaco, spero che tu questo bando l’abbia almeno visto perché ho paura di no».(d.v.)

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