Camper anti-glaucoma: scoperti 20 casi

In 300 si sottopongono ai controlli in piazza, gli oculisti individuano 5 casi conclamati e 15 agli esordi
TERAMO. Un bilancio più che positivo dell’iniziativa di prevenzione attuata in piazza Martiri dal reparto di oculistica del Mazzini. Sono stati 300 i pazienti sottoposti a screening venerdì e sabato per la prevenzione del glaucoma.
E sostanzialmente è stata salvata la vista a venti pazienti. Infatti grazie al controllo della pressione oculare sono stati scoperti 5 casi di glaucoma conclamato e altri 15 con valori border line, che saranno sottoposti a ulteriori accertamenti. L’iniziativa, adottata per la Settimana mondiale del glaucoma, è stata portata vanti dal personale del reparto diretto da Antonello Troiano e con la collaborazione della sezione abruzzese della Iapb, Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità, che ha messo a disposizione un camper attrezzato. In Italia sono circa un milione le persone malate di glaucoma ma si stima che una su due non sappia di averlo mentre ‘lui’ sta silenziosamente rubando loro la vista. Quando se ne accorgeranno almeno il 40% della loro capacità visiva sarà irrimediabilmente persa.
«Il glaucoma», spiega Troiano, «è una malattia degenerativa quasi sempre bilaterale che colpisce il nervo ottico, asintomatico nella prima fase. Rientra tra quelle che traggono massimo vantaggio dalla prevenzione secondaria e quindi da una diagnosi precoce: questo significa che è necessario individuare la malattia quando ancora non dà sintomi particolari, ossia quando non si sa di esserne affetti. Spesso il galucoma viene diagnosticato quando ormai il danno al nervo ottico è importante, nella maggior parte dei casi è dovuto a un aumento della pressione interna dell’occhio che, nel tempo, causa danni permanenti alla vista accompagnati da riduzione del campo visivo e alterazioni della papilla ottica, visibile all’esame del fondo oculare. Ogni glaucomatoso che diventa cieco è un insuccesso: la cecità, così come l’ipovisione, possono essere evitate attraverso la prevenzione. Se la malattia non è diagnosticata e curata in modo tempestivo il campo visivo si restringe progressivamente sino ad arrivare alla caratteristica visione a cannocchiale, ma anche alla cecità assoluta». (a.f.)
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