Campetti alle associazioni: tutti i bandi sono da rifare

5 Giugno 2022

Prima serve il piano finanziario, la delibera torna in consiglio per l’annullamento Altre soluzioni per Campo a mare, Montepagano e Santa Petronilla già assegnati

TERAMO. «Torneremo in consiglio comunale per annullare e ridefinire in autotutela la delibera sui campi polivalenti di quartiere e le altre strutture, e soprattutto occorre un piano economico finanziario per capire realmente se le strutture siano a rilevanza economica o no». A dirlo è il sindaco Mario Nugnes in merito all'assegnazione, tramite convenzione, di cinque campi polivalenti e il bocciodromo comunale.
Di alcuni di questi, ad esempio Montepagano, Campo a Mare inferiore e Santa Petronilla, le associazioni assegnatarie già ne hanno preso possesso. «Su questi tre stiamo cercando di dare il diritto acquisito pur rivedendo l'aspetto legislativo», precisa Nugnes, «mentre ci sono altri due impianti, ovvero Campo a Mare superiore e San Giovanni, dei quali gli assegnatari non hanno mai preso possesso». Nel merito, nell'ultimo consiglio comunale, c'è stato un lungo intervento della segretaria comunale Raffaella D'Egidio che ha spiegato nel dettaglio i problemi dei bandi. «Nel 2017 sono state approvate due delibere», ha detto D’Egidio nel consiglio comunale del 31 maggio, «una che regolamenta l’uso degli impianti sportivi, e una seconda che classifica gli impianti come produttivi o non produttivi. Il problema di fondo è che la classificazione deve avere a base un piano economico finanziario, mentre nell’atto sembra che la classificazione sia stata fatta sulla base del rapporto costi/ricavi a bilancio». D’Egidio inoltre precisa che «alcuni bandi sono partiti ma poi l’amministrazione li ha dovuti annullare perché nel corso della gara sono state poste delle questioni da parte delle ditte interessate alle quali non si è potuto dare risposta per mancanza del Pef, altre strutture invece sono state affidate senza una procedura di gara ma con un semplice avviso con la motivazione che quegli impianti non erano produttivi».
Secondo D’Egidio se l’impianto non è produttivo non può essere dato in concessione. «Se non è produttivo o l’amministrazione si deve occupare della gestione», evidenzia la segretaria comunale, «attraverso una regolare gara d’appalto, per poi darlo in uso ai cittadini dietro il pagamento dei ticket, oppure può fare una convenzione con associazioni locali. La convenzione però prevede che l’associazione non può assolutamente incassare proventi dalla gestione dell’impianto, ma può chiedere all’amministrazione il rimborso delle spese».
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