Campetto sgomberato, nuove accuse

L’associazione Evoluzione Sostenibile: «Dagli amministratori comunali solo delle azioni ridicole»
GIULIANOVA. «Siamo schierati a favore della legalità e non condividiamo le occupazioni abusive, ma è inaccettabile che l’amministrazione comunale abbia cercato di risolvere la questione Campetto Occupato con azioni che rasentano l’illegalità». A criticare l’atteggiamento dell’amministrazione comunale, in particolare del sindaco Jwan Costantini e dell’assessore Paolo Giorgini è l’associazione Evoluzione Sostenibile, rappresentato dal presidente, l’ex assessore Archimede Forcellese e l’ex sindaco Francesco Mastromauro. «Già lo scorso 6 settembre c’è stato lo sgombero dell’ex depuratore con la demolizione di parte dei manufatti in un luogo nel quale erano presenti lastre di eternit, senza che prima fosse stato messo in atto lo smaltimento necessario per evitare rischi per la salute pubblica», continua la nota di Evoluzione Sostenibile, «ma martedì scorso, al parco dell’Istituto Castorani i nostri amministratori si sono superati, mettendo in scena un mix di situazioni tra il ridicolo e la violazione delle più elementari regole di sicurezza, nonostante la presenza di un folto schieramento di forze dell'ordine». Forcellese e Mastromauro, in particolare, si riferiscono al sindaco Costantini, che si è arrampicato sulla recinzione del campetto, e all’assessore Giorgini, che con una mola ha tagliato la catena del cancello. «Tutti hanno potuto vedere e ascoltare il sindaco Costantini durante la perfomance», si legge nella nota, « nella quale, arrampicatosi su un’inferriata, veniva tenuto per un piede da un agente, a cui intimava di non toccarlo, e minacciava di entrare nel parco, confidando in una sorta di superpotere conferitogli dalla fascia tricolore. Un sindaco che, anziché operare a garantire l’ordine pubblico, ha dato vita a gesti irresponsabili, provocatori e verbalmente violenti. Non è stato da meno l’assessore Giorgini, il quale, senza che fosse chiaro a quale titolo, ha utilizzato una mola elettrica per tagliare la catena del cancello del parco. Il tutto mentre un’altra persona teneva le mani a pochi centimetri di distanza dalla mola, un gesto pericoloso dal punto di vista della sicurezza. È evidente a tutti come esistano diverse aree in cui l’illegalità imperversa senza incontrare un'adeguata resistenza. Basti pensare alle salite Montegrappa e delle Fontanelle o alla parte alta del centro storico».(l.v.)

