Campi fotovoltaici, c’è il no del comitato civico

18 Settembre 2024

I residenti di Torre San Rocco: creano inquinamento visivo, meglio le Comunità energetiche

PINETO . Il comitato “Ambiente salute e territorio Torre San Rocco” di Pineto in una lettera inviata al Dipartimento regionale territorio e ambiente ha presentato le osservazioni e proposte sulla procedura di definizione delle zone idonee per l’installazione di impianti di energie rinnovabili. In una nota la presidente Clelia Delle Curti evidenzia: «Vogliamo difendere il nostro territorio che verrebbe gravemente compromesso da installazioni di impianti agrivoltaici o fotovoltaici a terra con indubbio danno allo sviluppo rurale e turistico-ricettivo delle nostre località non prettamente centrali. L’inquinamento visivo provocato inevitabilmente dagli impianti fotovoltaici scardinerebbe la politica economica-territoriale in corso. Nel caso la Regione individui le nostre aree come idonee all’installazione di mega impianti fotovoltaici suggeriamo di imporre ai grandi investitori di restituire alle collettività che vivono in prossimità, delle opere pubbliche per risarcirgli dai danni provocati dalle distese di impianti vicino alle abitazioni. Anche il Comune di Pineto ha presentato le osservazioni in materia pienamente condivise dal nostro Comitato».
Secondo Delle Curti «il nostro territorio può essere dichiarato completamente area non idonea all’installazione di impianti agrivoltaici e fotovoltaici con moduli a terra mentre, siamo favorevoli a perseguire gli obiettivi nazionali di installazione di impianti a fonti energetiche rinnovabili attraverso l’avvio, già programmato, delle Comunità energetiche sulle superfici degli edifici come pure l’utilizzo delle estese superfici a tetto delle attività commerciali e produttive per conto di agenzie energetiche». Il comitato inoltre quantifica una compensazione per i residenti che verrebbero danneggiati dall’installazione dei pannelli. «Andrebbe previsto che i progetti di impianti a fonti rinnovabili costruiti a meno di 500 metri da nuclei abitati e case sparse prevedano opere di compensazione pari al 3 per cento dei proventi previsti, una somma che potrebbe essere destinata a opere di pubbliche e alla mobilità sostenibile».
Domenico Forcella