Campi sportivi, allarme delle società

Gli impianti nelle frazioni sono inadeguati e i contributi del Comune insufficienti. Pirocchi: se non si cambia, li chiudiamo
TERAMO. I contributi del Comune, già ridotti all’osso, arrivano con il contagocce e la gestione dei campi di calcio frazionali rischia di saltare. A lanciare il grido di allarme sulle condizioni degli impianti frazionali e sui costi necessari per tenerli in funzione sono le società dilettantistiche che li usano e se ne prendono cura. I loro rappresentanti hanno messo sul tavolo tutte le problematiche delle nove strutture sparse su tutto il territorio comunale nell’incontro con l’assessore allo sport Antonio Filipponi.
Nell’immediato servono almeno 50mila euro per la copertura delle spese da affrontare fino a dicembre, ma in prospettiva le società ritengono indispensabile un cambio di rotta nei rapporti economici con l’ente e una pianificazione di interventi che adeguino alle norme i campi più datati. «Il contributo minimo, che a stento copre i costi delle utenze, non basta», afferma Ennio Pirocchi, ex assessore e dirigente sportivo, «va attivata una forma di compartecipazione del Comune alle spese». In molti casi, infatti, le società sopperiscono alle inadempienze o alle lentezze burocratiche facendosi carico di interventi che spettano all’ente. La diversa ripartizione dei costi comporta però la modifica della convezione che disciplina la gestione degli impianti. Si tratta di una procedura che richiede passaggi nelle commissioni comunali e poi in consiglio per il varo definitivo che non si esauriranno in poche settimane. Nel frattempo le società, per arrivare a fine anno, devono incassare i contributi ripristinati, anche se in misura ridotta, dopo l’azzeramento disposto durante la gestione commissariale del Comune. «È necessaria una variazione di bilancio», fa sapere Filipponi, «che approderà in aula entro fine novembre». Dalla prossima settimana, però, l’amministrazione avvierà sopralluoghi tecnici nelle singole strutture per definirne lo stato. «Avremo così il quadro esatto della situazione degli interventi che servono e dei costi stimati in modo da poter avviare la ricerca dei fondi». L’adeguamento delle strutture è comunque imprescindibile per la sopravvivenza degli impianti. «Per questo proponiamo un piano di opere che restituiscano un minimo di regolarità alle strutture», sottolinea Pirocchi, «che sono quasi tutte attempate e richiedono lavori di messa a norma». Nelle condizioni attuali, infatti, i campi possono ospitare gare ufficiali dei campionati dilettantistici solo perché «le società e in parte la lega si assumono responsabilità che non gli competono». Dalla questura arrivano prescrizioni sulla sicurezza che prescindono dal tipo di impianto o dalla categoria in cui militano le squadre che scendono in campo, per cui spesso c’è il rischio di non giocare le partite o di sottoporle a vincoli stringenti. Sarà ad esempio il caso della prossima sfida tra Piano della Lente e Santegiedese, in programma al campo dell’Acquaviva ma che si disputerà di fatto senza spettatori proprio perché mancano elementi infrastrutturali finalizzati a scongiurare contatti pericolosi tra le tifoserie. «Sappiamo che i Comuni non hanno risorse», conclude Pirocchi, «ma la Regione Marche ha stanziato milioni di euro per adeguare i campi: se non si interviene sui nostri, le società dovranno abbandonarli, lasciando morire gli unici luoghi vitali che ancora resistono nelle frazioni».
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