Campitelli scrive ai tifosi «Pensiamo solo alla B»

13 Giugno 2015

Il suo legale: risponderemo alle domande del pm di Catanzaro

TERAMO. Un giorno e mezzo di silenzio, dopo le poche, sofferte dichiarazioni rilasciate martedì mattina sotto la sede sociale, dev’essergli sembrato un’eternità. Tanto più che in quel giorno e mezzo di blackout da Catanzaro sono arrivate bordate terrificanti da parte degli inquirenti («Siamo sicuri che la combine di Savona-Teramo sia andata a buon fine», «Abbiamo un gran numero di intercettazioni») mentre dalla vicina – ma mai così lontana – Ascoli qualcuno ha messo ulteriore fango nel ventilatore ipotizzando (si presume sulla base di fonti confidenziali, visto che dalle carte dell’inchiesta della Dda calabrese non è venuto fuori nulla al riguardo) che anche Carrarese-Teramo fosse combinata.

Così Luciano Campitelli è tornato allo scoperto. Lo ha fatto via e-mail, con quella che ha intitolato “lettera aperta” ed ha indirizzato alla città di Teramo, alla quale si rivolge in seconda persona. Questo il testo integrale: «Mia cara Teramo, sono giorni particolari per tutti coloro che hanno a cuore le vicende calcistiche cittadine. Con questa lettera aperta, però, voglio rassicurare i tifosi biancorossi e ribadire con fermezza il fatto che non sia accaduto alcunché di quanto mi viene addebitato. La verità verrà fuori nei modi e nei tempi opportuni e non ho il benché minimo timore di essere smentito. Da questa mattina (ieri, ndr), dopo due giorni di profondo turbamento, ho ripreso a lavorare con il mio staff con maggior vigore, al fine di costruire un Teramo ancora più forte di quello che volessi creare. Siamo una piccola realtà che si immette in un palcoscenico di rilevanza nazionale, ma posso affermare che ci terremo stretti questo titolo vinto con indubbio merito sul campo, lottando su tutti i fronti, perché ci appartiene. Dico, inoltre, ai miei tifosi, di tornare ad avere una mentalità positiva e pensare esclusivamente alla nostra Serie B. Non mollerò dopo quanto accaduto, ma ho bisogno anche di voi per lottare con più ardore verso quel traguardo storico che abbiamo conquistato, insieme, con tanti sacrifici. Forza Teramo!»

La sintesi è: non mi scaricate, abbiate fiducia. Una fiducia che nell’ambiente è fortemente minata da quanto arriva da Catanzaro, e non potrebbe essere altrimenti. Tuttavia le intercettazioni di Campitelli e Di Giuseppe non vengono ancora fuori e la speranza di tutti è che non ce ne siano, ovvero che le telefonate su Savona-Teramo siano state fatte da altri che magari spendevano il nome dei dirigenti biancorossi per millanteria. Il legale di Campitelli nel processo penale per frode sportiva, Renato Borzone di Roma, se gli si fa notare che gli inquirenti sostengono di avere molte intercettazioni che dimostrebbero la combine in due tempi di Savona-Teramo (prima tentata attraverso un mediatore, poi riuscita tramite altri), replica serafico: «Sono trent’anni che faccio il penalista e le procure sostengono sempre di avere le prove. Poi, però, ci se la vede con i giudici, non con i pm». Tutto giusto se riferito ai tribunali, peccato che alla giustizia sportiva bastino e avanzino le carte dei pm per istruire processi-lampo e, spesso, condannare.

Borzone intanto ha ottenuto il differimento di due giorni dell’interrogatorio di Campitelli. Venerdì 19, a Catanzaro, il patron si avvarrà della facoltà di non rispondere? «No», anticipa il legale, «risponderemo agli inquirenti. Certo, valutando come viene condotto l’interrogatorio». Ovvero: se Campitelli sarà in grado di rispondere in modo da alleggerire o chiarire la propria posizione risponderà, se rischierà di aggravarla verrà fermato dal suo avvocato. Rispondere, in questa fase ancora embrionale del procedimento, è anche un modo per capire cos’ha in mano l’accusa. E Borzone vuol giocarsi questa carta.

Il processo penale ha i suoi tempi e l’approdo in aula per Campitelli e Di Giuseppe appare ancora lontano. Molto diversa, però, la questione sul fronte della giustizia sportiva. Da Catanzaro dicono di aver già mandato delle carte alla Procura federale della Figc. I deferimenti firmati da Stefano Palazzi arriveranno presto, c’è da scommetterci.

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