Campitelli: siamo pronti a fare bene anche in B

Il presidente conferma in blocco lo staff societario e conta su maggiori aiuti da sponsor, pubblico e istituzioni. «La squadra? Resteranno in tanti»
TERAMO. Il giorno dopo la sbornia di Savona e la notte di festa Luciano Campitelli lo passa con la moglie Teresa. Quando risponde al cellulare, nel pomeriggio, è in giro con lei. «Sì», dice, «è una domenica dedicata a mia moglie, dovrei dedicarle più tempo ma non ci riesco». Infatti, già oggi Campitelli sarà di nuovo molto lontano da casa. «Con la mia azienda espongo all'Expo», spiega, «e visto che salgo a Milano sono ospite di Sportitalia domani sera (stasera, ndr). Chi mi ha chiamato dopo la promozione? Tra gli altri Lotito, dice che verrà alla festa che faremo entro maggio. Mi ha telefonato anche Abodi e mi ha dato il benvenuto in B. E poi Gravina e tanti altri».
Serie B, già. Non è più un sogno, e neanche un obiettivo alla portata. Adesso è realtà. Una realtà mai vista a Teramo e mai frequentata da Campitelli. Che, però, al futuro già sta pensando. E, in qualche modo, anticipa quelle che saranno le preoccupazioni dei tifosi quando la gioia per la storica vittoria sarà passata. Che ruolo avrà il Teramo in B? Sarà solo una meteora, soffrirà per restarci o vi si installerà alla grande come altre “piccole” (Lanciano in primis) hanno saputo fare negli ultimi anni? Campitelli non può rispondere con certezza a queste grandi domande, ma appare convinto di poter far bene anche nella seconda serie nazionale. Dove il budget andrà al raddoppio (dai due milioni e 800mila euro di questa stagione si salirà intorno ai cinque e mezzo) e dove quindi, pur entrando grazie al contratto Lega di serie B-Sky oltre tre milioni di diritti televisivi, bisognerà trovare oltre due milioni per chiudere il bilancio. «Qui», dice il presidente, «bisogna creare una struttura di marketing e comunicazione più importante, la struttura sportiva ce l'ho ed è già perfetta visto che vince. Se prenderò dei manager? No, non ci saranno nuovi ingressi in società, più esperto del mio gruppo non c'è niente. Quella è la mia forza vera, gli uomini che ho messo vicino a me. Il calcio teramano dev'essere lavoro, costruzione. Meno persone ci sono e meglio si lavora. Essere leader del resto significa gestire le persone e questo è un mio dono».
Campitelli, nelle ultime settimane, ha ricevuto decine di telefonate di imprenditori abruzzesi intenzionati a dargli una mano. «C'è una grossa apertura nei nostri confronti», dice il presidente, «dobbiamo giustamente essere premiati per quello che abbiamo fatto. Credo che il territorio sia pronto a dare non troppo ma il giusto al Teramo. I milioni che gestiremo, del resto, verranno ridistribuiti sul nostro territorio. La serie B è un’opportunità anche per l’economia».
Campitelli, ovviamente, si aspetta anche un seguito di pubblico diverso da quello del passato. «L’obiettivo è incassare da biglietti e abbonamenti tra i 500mila e i 700mila euro. Praticheremo prezzi più bassi della media della B ma ci dovremo comunque adeguare. Faccio un appello ai teramani: imprenditori, pubblico e istituzioni. Tutti devono fare la loro parte, anche le banche locali. Solo per la fideiussione in B ci vogliono 800mila euro. La Tercas si è già messa a disposizione e li ringrazio pubblicamente. Come ringrazio la Bcc di Castiglione, che ci ha dato una grossa mano l'anno scorso».
Nella gestione sportiva una novità ci sarà. «Punteremo molto sul settore giovanile, dobbiamo creare plusvalenze e il campionato Primavera in B lo devi fare per forza. Quanto spenderemo per le giovanili? Poco meno di mezzo milione».
I buoni rapporti con il Pescara continueranno. «Pescara», dice Campitelli, «deve pensare alla serie A, gliela auguro perché ne trarremmo vantaggi anche noi. Potrebbero esserci sinergie ancora più importanti».
Quanto agli impianti, «inizieremo presto i lavori all'Acquaviva, spero di fare lì tutte le amichevoli del giovedì. Di sicuro ci giocheranno e vi si alleneranno le giovanili. Il ritiro? Resteremo in Abruzzo, tra Rivisondoli e Roccaraso, ma qualche giorno a Teramo lo faremo».
A chi teme lo smembramento della squadra e dello staff tecnico, Campitelli cosa può dire? «Dico che se rimanevamo in C non restava quasi nessuno, doveva essere rifatto tutto, staff tecnico e anche i giocatori, perché avevano dato il massimo. Invece ora si può ripartire con questo gruppo perché le motivazioni sono nuove. I due attaccanti? Faremo di tutto per trattenerli entrambi. Abbiamo le idee molto chiare e non ci possiamo permettere di sbagliare gli acquisti. Io sono esigente e la squadra va fatta a giugno, non strada facendo». Sì, Campitelli è già in serie B.
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