Campli, dopo un anno riapre il museo nazionale

Era stato chiuso perché a causa del sisma il vicino campanile di San Francesco rischiava di crollare. Mercoledì cerimonia con la direttrice regionale Arbace
CAMPLI. Riapre dopo poco più di un anno di forzata chiusura il museo archeologico nazionale di Campli, che venne chiuso per inagibilità dopo la scossa di terremoto del 30 ottobre 2016. La cerimonia di riapertura si terrà mercoledì prossimo, 20 dicembre, con inizio alle 17.30. Interverranno la direttrice del Polo museale d’Abruzzo Lucia Arbace, il docente dell’università di Teramo Paolo Coen e il sindaco di Campli Pietro Quaresimale.
Proprio Quaresimale spiega: «Sono stati conclusi in tempi brevi i lavori di messa in sicurezza con fondi della Protezione civile. All'interno del museo sono state necessarie solo delle tamponature, ma adiacente alla struttura c'è la chiesa di San Francesco il cui campanile a seguito del terremoto è stato ritenuto pericoloso per il museo. Per metterlo in sicurezza e garantire l’agibilità del museo sono stati stanziati 400mila euro. Di sicuro», commenta soddisfatto il sindaco, «siamo andati velocissimi per riaprire quella che è una delle attrazioni della città, una delle risorse per il nostro turismo. Con il museo archeologico riaperto torniamo ad essere operativi a tutti gli effetti».
Molti teramani ignorano che a Campli c’è un museo nazionale. La cerimonia di mercoledì – durante la quale sarà a disposizione dei visitatori una guida – potrebbe essere l’occasione di scoprire un piccolo gioiello, che custodisce i centinaia di reperti trovati in lunghi anni di scavi nella necropoli italica di Campovalano. Reperti che tratteggiano in modo eccezionale usanze e cultura delle popolazioni che vivevano in provincia prima della dominazione romana.(d.v.)
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