Campli vota in consiglio l’uscita dal progetto “Paride”

6 Febbraio 2015

CAMPLI. Il progetto “Paride” pareva una delle poche cose in grado di mettere d’accordo tutti, o quasi. Non a caso vi avevano aderito 36 Comuni del più vario colore politico sui 47 della provincia. E...

CAMPLI. Il progetto “Paride” pareva una delle poche cose in grado di mettere d’accordo tutti, o quasi. Non a caso vi avevano aderito 36 Comuni del più vario colore politico sui 47 della provincia. E invece no. C’è chi si dissocia, anche all’ultimo momento: ieri il conciglio comunale di Campli ha votato a maggioranza l’uscita dal progetto, ritenuto dall’attuale amministrazione di centrodestra non più conveniente per i cittadini. “Paride”, la cui fase preparatoria e di studio è stata finanziata dall’Europa, è un bando che ha per oggetto l’affidamento del servizio di pubblica illuminazione – comprensivo di gestione e manutenzione – nei comuni delle Ats (associazioni temporanee di scopo) costituite per partecipare alla gara. L’obiettivo è consentire ai Comuni aderenti di ottenere, in virtù dell’adeguamento normativo e della riqualificazione tecnologica degli impianti, attività che verranno effettuate dal gestore totalmente a proprie spese, la riduzione dei consumi, l’aumento dell’efficienza e la diminuzione dei costi di gestione e manutenzione degli impianti di pubblica illuminazione. Il tutto a fronte del pagamento da parte dell’amministrazione di un canone annuo alla ditta vincitrice della gara.

L’amministrazione di Campli, però, non la pensa così. Valuta troppo lunghi i tempi di attuazione di “Paride” e reputa più conveniente agire sulla pubblica illuminazione con affidamenti in proprio. I consiglieri comunali di minoranza in aula hanno giudicato «grave» la decisione di uscire dall’Ats proprio alla vigilia della gara (il bando scade il 24 febbraio) e hanno parlato di «motivazioni carenti». Hanno inoltre avvisato il Comune chenel progetto “Paride” «è espressamente prevista una clausola di restituzione del contributo accordato dall'Europa nel caso in cui le attività di progetto non si concludano con la realizzazione della gara e la sottoscrizione del contratto. Pertanto i membri inadempienti, per qualunque motivo, sono tenuti alla restituzione delle somme assegnate, fatti salvi maggiori e diversi oneri».(d.v.)

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