Campo di Santa Lucia, si gioca nella polvere

Roseto, l’impianto di irrigazione non funziona e i genitori dei giovani calciatori protestano
ROSETO. Un campo di calcio con il fondo in terra; una giornata di caldo anomalo; l’impianto di irrigazione che non funziona. Un mix che ha provocato un polverone, e non solo in senso figurato, creando non pochi inconvenienti ai giovani calciatori che domenica mattina si sono ritrovati sul terreno di gioco dell’impianto di Santa Lucia per disputare una gara ufficiale di campionato.
Di fronte le formazioni di Roseto e quella di Cellino, con al seguito un nutrito gruppo di genitori, i quali facevano fatica a seguire le azioni di gioco dei propri figli proprio a causa della polvere che si sollevava in campo. «Mi sono sentito in forte imbarazzo», racconta Luca Giuliano, papà di un calciatore rosetano, «soprattutto nell’ascoltare i commenti dei genitori della squadra avversaria, i quali si sono detti sorpresi nel vedere le condizioni del terreno di gioco, credendo che il Comune, visto che si tratta di ragazzini, mettesse a disposizione un impianto migliore, visto che ce ne sono».
Invece i ragazzini delle due formazioni hanno dovuto confrontarsi tra la polvere del Santa Lucia, un impianto assolutamente non idoneo per giovani calciatori sia per come è ridotto il terreno di gioco, e la causa non è certo imputabile al caldo di domenica scorsa né alla momentanea mancanza di irrigazione, sia perché le condizioni di docce e spogliatoi non sono proprio il massimo per calciatori in erba. «Tra i giovanissimi in campo in mezzo a tanta polvere», riferisce un altro papà, «ce n’erano alcuni con problemi di asma, tra cui anche l’arbitro, tanto che la partita stava per essere interrotta per ragioni di sicurezza legate proprio alla salute dei piccoli calciatori».
Federico Centola
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