Cani sterilizzati dall’Izs, tre assoluzioni

A processo per peculato erano finiti due dirigenti dello Zooprofilattico e un’animalista, per i giudici il fatto non sussiste
TERAMO. E’ un’altra sentenza di assoluzione a chiudere, in primo grado, l’ultimo stralcio dell’inchiesta madre sull’acquisto dei mangimi all’istituto zooprofilattico finita all’epoca con un’archiviazione. In questo caso a processo per peculato erano finiti Paolo Dalla Villa, nella sua veste di allora dirigente veterinario responsabile della struttura relazione uomo animale dell'Izs, Nicola Ferri, in qualità di dirigente veterinario, e Catia Durante, in qualità di presidente locale della Lega nazionale della difesa del cane. Il tribunale in composizione collegiale (presidente Flavio Conciatori, a latere Lorenzo Prudenzano e Enrico Pompei) li ha assolti tutti e tre con la formula del fatto non sussiste.
Ieri, al termine della sua requisitoria lo stesso pm d’udienza Bruno Auriemma (titolare del fascicolo è il pm Davide Rosati) aveva chiesto l’assoluzione per i tre imputati. Secondo l'accusa i tre «al fine di appropriarsi delle risorse economiche dell'Istituto Zooprofilattico di Teramo», come veniva contestato loro nel capo di imputazione, «determinavano fraudolentemente ed in assenza di qualsivoglia disposizione normativa, in capo a quest'ultimo i costi derivanti sia dalla sterilizzazione di cani e gatti di proprietà della Lega o ad essa facenti capo, sia dallo smaltimento di rifiuti e liquami». Costi che l’accusa aveva quantificato in circa 36mila euro in otto anni per quel che riguarda le sterilizzazioni, per le quali sempre secondo il capo di imputazione «organizzavano il completo asservimento – per due giorni a settimana – del laboratorio chirurgico dell’istituto e del personale veterinario in servizio presso lo stesso alle esigenze del canile della Lega, celandone i relativi costi nell’ordinaria gestione del laboratorio» e in circa 26mila euro per quel che riguarda lo smaltimento dei rifiuti. I fatti contestati ai tre risalgono ad un periodo compreso tra il 2006 e il 2013. Ferri, difeso dall’avvocato Cataldo Mariano, in relazione a questa vicenda è stato interessato sia da due procedimenti della Corte dei Conti che da un procedimento amministrativo da parte dell’istituto: tutti e tre hanno stabilito la sua completa estraneità . Nel corso dell’istruttoria è emerso come il canile, in cui la Lega operava legittimamente con i propri volontari, ospitasse cani di competenza del Comune capoluogo e come le sterilizzazioni venissero effettuate nel rispetto delle leggi. Il collegio difensivo era composto, oltre che da Mariano, dagli avvocati Roberto Milia e Gianni Gebbia.
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