Cani sulla spiaggia, arrivano i vigili

Primo intervento della polizia municipale. Gli animalisti: «Il sindaco ci denunci»
GIULIANOVA. I vigili urbani hanno fatto la loro prima comparsa martedì pomeriggio nel tratto di spiaggia libera tra il Dino’s e il Costa verde per invitare alcuni bagnanti che si erano recati lì con il proprio cane ad abbandonare l’arenile, prendendone anche le generalità. Un invito a nozze per gli Animalisti italiani guidati da Walter Caporale, e Giusy Branella, presidente di Unica beach, che, dal momento in cui il tratto è stato individuato come l’unico della costa giuliese riservato all’accesso degli animali e poi interdetto ai cani fino all’emanazione del bando di affidamento, non aspettano altro che venire multati per fare ricorso. «Sono intervenuti i vigili urbani, i quali ci hanno chiesto le generalità per stilare il verbale e ci hanno mandati via», ha raccontato Branella, «richiesta a cui abbiamo dovuto adempire per evitare l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Se lo ritiene opportuno, che il sindaco proceda pure legalmente per i reati penali che ravvisa. Un anno fa ho promesso che mi sarei impegnata, insieme al riconfermato sindaco Francesco Mastromauro, affinchè nel 2015 Giulianova avesse una spiaggia per il libero accesso anche a chi porta il cane. Questo impegno intendo mantenerlo perchè la mia parola è una sola. Ricordo al primo cittadino che il 9 agosto scadono due anni esatti dal consiglio comunale in cui lui, invece, ha fatto promesse che ancora attendo vengano mantenute». Gli animalisti, dopo aver rimosso i cartelli di divieto di accesso ai cani, sabato scorso, perché, secondo loro, l’ordinanza di divieto è illegittima, hanno assicurato supporto legale a chiunque riceva una multa per aver portato il proprio cane in quel tratto di spiaggia libera. «Saremmo orgogliosi e fieri», ha commentato Caporale, «di essere denunciati da un sindaco che non rispetta le norme. La legge regionale 19/2014 sancisce chiaramente l’obbligo di segnalare il divieto di balneazione degli animali d’affezione, altrimenti la balneazione, ove non espressamente vietata, è consentita sotto stretta sorveglianza e responsabilità del proprietario. Perché allora i cani e i loro proprietari sono stati cacciati dalla spiaggia, data la totale assenza di cartelli che vietano la balneazione degli animali? Non significa questo andare contro la legge?». Una vicenda che terrà banco per tutta l’estate, almeno fino al 9 settembre, quando il Tar si pronuncerà sulla legittimità dell’ordinanza sindacale. (m.t.)
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