«Canile, i posti di lavoro si possono salvare»

C’è un progetto per ampliare la struttura ed evitare di portare altri cani a Castellalto
TERAMO. Licenziamenti al canile di Carapollo, per l'ex assessore comunale Rudy Di Stefano c'è una soluzione per scongiurarli e al tempo stesso per far risparmiare al Comune le cifre che spende per portare altri cani al canile privato di Castellalto.
Di Stefano ha preso posizione dopo che la Cisl ha lanciato l'allarme sul licenziamento di due unità lavorative da parte della nuova cooperativa subentrata nella gestione: provvedimento motivato da motivi economici legati alla diminuzione dei cani in affidamento. «Il canile di Carapollo purtroppo ha una capacità limitata fino a 100 cani», spiega Di Stefano, «e per questo il Comune spende 3,50 al giorno per ogni cane in più che viene trasferito in un canile privato a Castellalto. In quella struttura ne manteniamo circa 80. Io avevo messo a punto un progetto che è già stato depositato al Genio civile. Il progetto serviva a effettuare quei lavori necessari all'ottenimento delle autorizzazioni Asl in modo da ampliare il canile fino a 200 posti. Bastava una cifra di appena 50mila euro che peraltro grazie all'ex assessore Giorgio Di Giovangiacomo è stata già stanziata e deliberata grazie a una devoluzione di un mutuo sui lavori pubblici. La spesa è già impegnata, è sufficiente che il Comune proceda con i lavori. Si può procedere anche velocemente poiché la cifra è talmente bassa che si può fare un affidamento diretto. In questo modo gli 80 cani di Castellalto potrebbero andare a Carapollo a beneficio della cooperativa e dei posti di lavoro».
Di Stefano auspica che il Comune non utilizzi quella somma per altro e lancia dubbi anche sulla legittimità del licenziamento: «La ditta è subentrata all'appalto assorbendo i sei lavoratori perché quello è il numero minimo necessario a garantire la sicurezza. Non può mandarne via due».(m.d.t.)
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