Canile, la coop non ce la fa e licenzia due lavoratori

Il problema economico è legato alla diminuzione dei cani ma la Cisl non ci sta: «Il Comune deve intervenire»
TERAMO. Insorge la Cisl di Teramo per via dei licenziamenti al canile di Carapollo, notificati il 20 giugno a due operatori impiegati da due anni nella struttura. La decisione è stata presa dalla cooperativa Ter.Amo che dall'8 gennaio scorso è subentrata nella gestione del canile riassorbendo i sei lavoratori che già lavoravano a Carapollo, con contratto di lavoro per le imprese di pulizia, a tempo indeterminato e part time. «Il contratto», spiega Fabio Benintendi della Cisl, «prevedeva 25 ore settimanali ma, colpo di scena, a distanza di quattro mesi e venti giorni la società ha licenziato due operatori "per sopraggiunta impossibilità economica"». Questa difficoltà sarebbe legata alla diminuzione dei cani nella struttura, visto che il gestore riceve soldi a seconda del numero di animali. «Una vera e propria beffa anche per il Comune di Teramo», commenta Benintendi, «ed un notevole danno per i lavoratori, assunti dalla Ter.Amo e, di fatto, subito dopo licenziati».
Il sindacalista ricorda che i due operatori in questione hanno lavorato alle dipendenze del Comune quando l'istituto zooprofilattico "Caporale" e la subappaltista precedente avevano rilasciato il canile, pericoloso, sotto sequestro giudiziario. «Questa storia di appalti e subappalti sta diventando sempre più complessa», commenta Benintendi, «meriterebbe dopo tanto tempo una definitiva soluzione a salvaguardia della struttura e del personale impiegato lì da anni. Si tratta di personale qualificato, con tanto di attestati e una lunga esperienza lavorativa. Nei prossimi giorni solleciteremo il Comune ad una verifica puntuale dell'attuale organizzazione della struttura e del relativo capitolato d'appalto, chiederemo che la cooperativa revochi i due licenziamenti e porremo in essere tutte le iniziative necessarie non solo alla tutela dei lavoratori coinvolti, ma anche a una definitiva soluzione delle problematiche riconducibili alla gestione del canile».
Marianna De Troia
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