Canone eccessivo, a rischio la scuola di sub

Il presidente Di Filippo: «Quota per la concessione demaniale troppo alta, cosi dobbiamo chiudere»
GIULIANOVA . Canoni demaniali troppo alti: l’associazione sportiva dilettantistica dei subacquei “Up and down” presieduta da Giuseppe Di Filippo rischia di chiudere i battenti. Dopo l’appello lanciato alle istituzioni nel marzo scorso dallo stesso Di Filippo, istruttore di sub nella scuola, nulla è cambiato in positivo. Il presidente di “Up and down” aveva proposto di costituire un consorzio di piccoli concessionari, con l’obiettivo di mitigare le spese da sostenere per i canoni demaniali. «Mi sarei aspettato qualche risultato positivo in seguito al mio appello», spiega Di Filippo, «e invece è stata ribadita l’applicazione del nuovo decreto sulle concessioni demaniali».
Il presidente dell’associazione che si occupa di immersioni riferisce inoltre che, dopo essersi messo in regola, versando la quota retroattiva per l’annualità 2022, per un importo di 2.698,75 euro più il 10% di tassa regionale, ha ricevuto dal Comune la richiesta di adempimento per il 2023, pari alla somma di 3.377,50 euro, più imposta per la Regione. Questi aumenti delle spese demaniali rischiano, dunque, di portare alla chiusura la scuola di sub. «La mia è un’associazione dilettantistica giuridicamente riconosciuta senza scopo di lucro, con riconoscimento da parte del Coni», sottolinea il presidente, «che, alla luce di questi aumenti, viene messa alla pari di attività lucrativi, ponendola in stato di fallimento». Di Filippo tiene a precisare che il suo intervento «non vuole essere un appello rivolto al reperimento di denaro, ma chiedo aiuto a persone competenti in materia di studio di legittimità di questo decreto, totalmente iniquo e penalizzante nei confronti di attività di pubblico interesse: dopo centinaia di brevetti consegnati, chiudo la scuola con due brevetti di due ragazze dodicenni».(s.g.)

