Canoni più cari per i caliscendi: in un anno aumento del 25%

17 Gennaio 2023

I timori dell’associazione che riunisce i proprietari delle vecchie strutture per la pesca sul molo Il presidente Ciccone: «Sono costi insopportabili per una categoria che non ha scopo di lucro»

GIULIANOVA. I recenti maxi aumenti dei canoni delle concessioni demaniali marittime, decisi dal ministero delle Infrastrutture in base all'adeguamento agli indici Istat, sono stati definiti dal mondo dei balneari «allarmanti» e preoccupano anche il presidente dell'associazione "I Cali scendi" Federico Ciccone, costituita da circa venti soci.
Il rappresentante dei caliscendi, ovvero le piccole casette in legno, disseminate sul molo sud, che anticamente ospitavano i pescatori con le loro reti da pesca, si dice allarmato da tale incremento, che è più alto del 25,15% per il 2023: l’aumento del canone rischia di divenire economicamente insopportabile per una categoria, non a scopo di lucro, come quella che Ciccone rappresenta. Il presidente appare preoccupato e chiede sia fatta maggiore chiarezza, perché queste misure potrebbero compromettere il futuro dei piccoli trabocchi giuliesi. «Si tratta di un tasto dolente per noi», afferma Ciccone, «per il quale ancora non abbiamo ricevuto delle spiegazioni soddisfacenti e per le quali non ci sono direttive ben definite, si spera che in nostri governanti siano celeri nel legiferare: sono previste novità per marzo». Il 28 dicembre è stato disposto un regolamento dal ministero delle Infrastrutture che, stando alle prime interpretazioni da parte di professionisti esperti del mondo balneare, dovrebbe riguardare solamente le concessioni sotto competenza degli enti portuali: il porto di Giulianova, di competenza regionale, resterebbe, di fatto, fuori dal provvedimento. «Attualmente ci sentiamo in un limbo», continua Ciccone, «con i caliscendi siamo inquadrati come attività ricreativa e questo implica che non avendo scopi commerciali non percepiamo entrate economiche, non abbiamo servizi né allaccio alla corrente elettrica, e quindi non possiamo essere paragonati agli stabilimenti balneari».
Le concessioni demaniali anche non a scopo di lucro, quest’anno, in relazione ai nuovi aumenti del canone, sarebbero quindi tenute a sborsare quasi 4.000 euro insieme alla tassa regionale. «Abbiamo bisogno di chiarezza», conclude, «e di avere in mano qualcosa di concreto, dove vengano specificati quali sono gli impegni economici delle concessioni a scopo di lucro, e delle attività non lucrative, come la nostra. Ricordiamo che i caliscendi sono un elemento aggregativo e di folklore per il porto di Giulianova, dove spesso gli anziani si riuniscono per giocare partite a carte o semplicemente per scambiare quattro chiacchiere».
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