Cantieri lontani per le scuole sicure

17 Settembre 2019

Il sindaco si scusa dei ritardi a nome di tutte le istituzioni «Abbiamo dovuto rifare da capo la programmazione»

TERAMO. A tre anni dal sisma ancora non c’è una data certa sull’avvio dei primi lavori di messa in sicurezza delle scuole. Ed è questo, forse, il dato maggiormente significativo di una ricostruzione, quella pubblica, che stenta a partire. A fare il punto sull’edilizia scolastica, ieri mattina, in occasione del saluto di sindaco e assessori agli studenti delle scuole teramane, è stato lo stesso primo cittadino Gianguido D’Alberto, che ha chiesto scusa a nome di tutte le istituzioni «per quello che non è stato fatto e per la difficoltà a intervenire all’interno del cratere sismico per la ricostruzione legata agli edifici scolastici». D’Alberto, in ogni caso, ha rivendicato il lavoro svolto dalla sua maggioranza nel corso di questo primo anno di governo, sottolineando come l’amministrazione abbia proceduto a un’attenta opera di riordino di una programmazione «che era completamente disorganica» e di razionalizzazione dei finanziamenti.
Ad oggi, in ogni caso, le scuole per le quali si è in fase più avanzata sono quella di Villa Ripa, per la quale ci sono 250mila euro del primo piano stralcio finanziato con l’ordinanza 33 del 2017 e per la quale è stata chiusa la progettazione, la San Giuseppe, finanziata dalla stessa ordinanza per oltre quattro milioni di euro e dove sono in corso di valutazione le offerte di gara per la progettazione, la De Jacobis, finanziata per oltre due milioni 500mila euro con l’ordinanza 56 del 2018, relativa al secondo piano stralcio per l’edilizia pubblica, per la quale è stato approvato il documento preliminare alla progettazione. «Non è un caso che il punto sull’edilizia scolastica venga fatto qui alla De Jacobis», ha detto il primo cittadino, «qui sui finanziamenti siamo particolarmente coperti e sarà la prima scuola per la quale completeremo il percorso di avvio della progettazione». Il riferimento è alle scuole inserite nel secondo piano stralcio, quelle finanziate con l’ordinanza 56. Oltre alla De Jacobis, questa linea di finanziamento, relativa ai fondi Usr, interessa anche la Savini, per la quale sono stati stanziati quasi quattro milioni e mezzo di euro e per la quale è in corso un’interlocuzione con l’Usr per valutare la possibilità di utilizzarli, invece che per la demolizione e ricostruzione, per l’adeguamento sismico, lasciando l’edificio nell’attuale sede. La stessa ordinanza ha finanziato anche i lavori per il Braga, per il quale sono stati stanziati circa cinque milioni di euro. «La riflessione su questi finanziamenti mi dà l’occasione per sottolineare come l’ultimo piano stralcio per l’edilizia pubblica risalga a maggio 2018. Siamo fermi da un anno e mezzo», ha commentato il sindaco, «Qualcuno potrebbe dirci che non riusciamo a spendere i soldi che abbiamo. Ma non è così. È necessario che i finanziamenti siano previsti e garantiti perché questo è un elemento fondamentale per la programmazione e la determinazione delle scelte».
Tra le varie linee di finanziamento c’è anche quella relativa ai fondi Miur connessi al programma triennale regionale per l’edilizia scolastica, nella quale rientrano, tra le diverse scuole, la Molinari, per la quale è pendente un finanziamento di sei milioni 600mila euro e la primaria San Giorgio, per un importo di oltre 2 milioni di euro. «La settimana scorsa abbiamo avuto un incontro in Regione. Il piano, in termini di copertura finanziaria, rischia di non essere sufficiente a coprire tutti gli interventi», ha detto il sindaco, «anche perché su alcuni scontiamo una mancata programmazione e quindi non siamo in fase avanzata di progettazione, ad eccezione che per la scuola Serroni. Proprio per questo, per le tutte le scuole inserite in questa linea, abbiamo partecipato agli ultimi bandi scaduti proprio in questi giorni».
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