Canzano, truffa del sisma Chieste sette assoluzioni

26 Ottobre 2018

L’accusa ipotizzata è passata da truffa a indebita percezione dei fondi dello Stato A processo ci sono undici persone, dieci imprenditori e un direttore dei lavori 

TERAMO. A nove anni dai fatti e con un processo ripartito dopo la riformulazione dell’ ipotesi di reato, la presunta truffa del terremoto 2009 a Canzano è ancora in un’aula di tribunale. Un anno fa, al termine della prima istruttoria, il giudice Franco Tetto aveva emesso un’ordinanza per riqualificare i reati contestati di tentata truffa, truffa e falso in quello di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato rinviando il procedimento a carico degli 11 imputati davanti al tribunale collegiale presieduto da Flavio Conciatori (a latere Lorenzo Prudenzano e Enrico Pompei).
E ieri il pm Stefano Giovagnoni, rientrata la perizia disposta dai giudici, ha fatto la sua requisitoria concludendo con sette richieste di assoluzione e quattro di condanna. Gli imputati sono legali rappresentanti, amministratori, direttori dei lavori e procuratori di società appaltatrici o sub appaltatrici. Secondo la Procura le lesioni da terremoto nelle abitazioni di Canzano erano vere. Ma non vera, sempre per la Procura, sarebbe stata la certificazione prodotta dalle imprese che hanno effettuato i lavori di ristrutturazione. Nel cosiddetto computo metrico estimativo – il documento dalla cui compilazione si perviene a definire il costo di costruzione di un'opera edilizia – le imprese sotto accusa (sempre per la Procura) avrebbero dichiarato lavori gonfiati, Questi gli imputati: Rossella Marini, amministratore di una società, per la quale la Procura ha chiesto l’assoluzione; Alfredo Bizzarri, procuratore di un’azienda, per il quale è stata chiesta l’assoluzione; Diego Zinnarello, titolare di una ditta esecutrice dei lavori, per il quale è stata chiesta l’assoluzione; Fabio Fabbri in qualità sia di direttore di alcuni lavori sia come professionista che aveva redatto molte delle perizie asseverate, per il quale è stata chiesta la condanna a 2 anni ma solo per 2 capi di imputazione (per gli altri è stata chiesta l’assoluzione); Daut Tafa, titolare di una ditta, per cui è stata chiesta l’assoluzione; Rosita Estela Di Donato, amministratrice di una ditta, per la quale è stata chiesta la condanna ad un anno e quattro mesi; Mauro Marani, professionista che aveva redatto alcune perizie asseverate, per il quale è stata chiesta la condanna a 2 anni; Giorgio Di Domenico, Piergiorgio Di Carlo, professionisti, e Giovanni Di Teodoro, imprenditore, per i quali è stata chiesta l’assoluzione e Gabriele Suffiaturo, professionista che aveva redatto delle perizie asseverate, per cui è stata chiesta la condanna ad 1 anno e 2 mesi. Sentenza a dicembre.
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