Caos multe, rimborsi parziali e proteste

10 Maggio 2018

L’associazione Robin Hood contesta l’operazione avviata dal Comune: «Arrivano in ritardo e non coprono tutti i periodi

TERAMO. «Rimborsi in ritardo e parziali». Sul caos scatenato dalle multe ingiuste ai varchi delle Ztl “Robin Hood” non si accontenta dell’operazione appena avviata dal Comune per indennizzare gli automobilisti. Il presidente dell’associazione di tutela dei consumatori Pasquale Di Ferdinando la definisce una «storia infinita». Secondo lui, infatti, lo sbocco prospettato nella determina del comandante della polizia municipale Franco Zaina che ha attivato il procedimento di restituzione delle somme a chi ha pagato le multe illegittime non è affatto soddisfacente. «Il Comune rimborsa gli automobilisti dopo quasi tre anni», spiega Di Ferdinando, «e lo fa solo parzialmente perché sono esclusi gli oneri di notifica e gli altri costi». La parzialità dell’operazione sarebbe relativa anche al numero di cittadini destinatari degli indennizzi. Dai calcoli fatti a suo tempo dall’amministrazione il rimborso spetta a 474 automobilisti, quelli che in pratica hanno pagato la multa poi rivelatasi erroneamente comminata. Il problema, risalente ai giorni tra fine marzo e inizio aprile del 2015, fu causato dal mal funzionamento del sistema di controllo degli accessi in auto al centro che di fatto registrò come irregolari circa 1.200 passaggi quando i display ai varchi indicavano la modalità “non attivo” e dunque non avrebbero dovuto far scattare le multe. In sostanza gli automobilisti furono tratti in inganno dalla segnaletica sbagliata, che consentiva il libero ingresso in centro sebbene le telecamere fossero in funzione.
La maggior parte degli automobilisti contestò i verbali ricevuti a domicilio, denunciando lo scorretto funzionamento dell’apparecchiatura elettronica di sorveglianza. In 474, comunque, pagarono la contravvenzione e a loro sono destinati i rimborsi del Comune. Secondo Di Ferdinando, però, le disfunzioni riscontrate nei successivi controlli parte della società che gestisce i varchi abbracciano un arco temporale più ampio rispetto a quello considerato nel provvedimento dell’ente. «I varchi non hanno funzionato correttamente anche in altri periodi», tiene a precisare il presidente di “Robin Hood” a detta del quale, dunque «il Comune non ha verificato gli interessi legittimi dei cittadini, attenendosi solo a quanto riferito dalla ditta». Ne consegue, per Di Ferdinando, che chi ha pagato subito la contravvenzione per paura di un ulteriore aggravio economico è stato di fatto beffato da un «rimborso parziale». “Robin Hood” sottoporrà queste obiezioni al commissario del Comune Luigi Pizzi per ulteriori iniziative a tutela dei cittadini ingiustamente multati.
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