Capannone devastato dalle fiamme

Incendio nella notte nella zona industriale di Sant’Atto. Pericolo inquinamento: ieri vertice in Comune con Arta e Asl
TERAMO. Mancavano 5 minuti alle 3 di notte quando è scattato l’allarme. Era scoppiato un incendio nel capannone dell’ex Ica, nel nucleo industriale di Sant’Atto. In un capannone di circa 800 metri quadri si sono ben presto levate fiamme alte, viste anche le lavorazioni che vi si svolgono. Infatti nel capannone ci sono tre attività e un magazzino. Le prime due, che hanno subito più danni e da cui con ogni probabilità si è sviluppato l’incendio, assemblano giocattoli per la Lisciani giochi. Si tratta di un’impresa che fa capo a un’imprenditrice italiana, P.S., e una che è di un cinese, H.H., titolare della “Zaojtau ”. In entrambi i box, che sono uno accanto all’altro, tutto il materiale da assemblare, soprattutto cartone e plastica, è andato distrutto, oltre alle attrezzature.
I VIGILI DEL FUOCO. Sul posto sono intervenute due squadre di vigili del fuoco di Teramo e Nereto: 15 uomini, con due autopompe, due autobotti, un'autoscala e un furgone per il trasporto di bombole di aria compressa, per rifornire gli autorespiratori dei vigili. L’opera di spegnimento delle fiamme è stata complessa. Soprattutto nella parte anteriore, che ospita le due aziende che assemblano giocattoli, le fiamme hanno fatto crollare parti del tetto in lamiera e hanno deformato le travi in metallo di sostegno della copertura. Il rapido intervento dei vigili del fuoco ha limitato la propagazione delle fiamme, che pure hanno raggiunto le altre due porzioni, una usata per lo stoccaggio di materiale plastico – balle di cellophane – e l'altra per la produzione e il deposito di alimenti per animali, l’Agricom. Distrutte tutte le luci e danneggiato l’impianto elettrico. L'immobile è stato dichiarato non utilizzabile, in attesa delle verifiche strutturali e della riparazione dei danni. Sul posto sono intervenuti anche polizia e carabinieri di San Nicolò, oltre a personale dell'Arta e del Servizio di igiene e salute pubblica della Asl, per quanto attiene all'inquinamento ambientale, oltre che tecnici del Comune e polizia municipale. Dal capannone si è levato un denso fumo, che ha invaso anche la Teramo-mare, ma in pochi se ne sono accorti: era notte fonda.
L’INQUINAMENTO. E su questo argomento si è svolto un tavolo tecnico in municipio, convocato dal sindaco Gianguido D’Alberto, con Arta, Asl, vigili del fuoco, sindaco del Comune di Bellante, questura, Zooprofilattico, Arap e personale del Comune di Teramo. Il sindaco ha emanato un’ordinanza con la quale dispone «a tutela della salute pubblica e in attesa degli esiti delle analisi sull’aria e sulle acque già prelevate: in via precauzionale, e fino a nuova disposizione, la chiusura delle finestre, lo spegnimento degli impianti ventilazione-condizionamento e la successiva pulizia dei filtri nell’area compresa all’interno di un cerchio di raggio di 400 metri dalle strutture interessate dall’incendio; sino all’esito dell’esame dei campioni prelevati e pertanto fino a nuova disposizione, il divieto di raccolta, distribuzione e consumo di tutte le colture, incluso il foraggio per animali e per il pascolo nell’area in un cerchio di raggio di 400 metri».
I DANNI. Oltre ai danni a struttura e attrezzature e al blocco dell’attività, sono ingenti quelli subiti dalla Lisciani giochi, che ha visto andare in fumo i giocattoli da assemblare. L’azienda è coperta da assicurazione contro gli incendi, ma subirà dei ritardi nelle forniture. Altro filone riguarda le spese per il proprietario dell’immobile a cui sono state date istruzioni per la rimozione dei materiali bruciati e lo stoccaggio dei liquidi provenienti dall’incendio all’interno del piazzale, per evitare dispersioni di possibili agenti inquinanti. In totale i danni ammontano a diverse centinaia di migliaia di euro.
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