Capece apre il Salento film festival

5 Settembre 2015

Proiettato ieri in anteprima il lungometraggio “La scultura”

TERAMO. Il villaggio neolitico di Ripoli e le sculture del corropolese Dino Di Berardino fanno da sfondo al film del regista albense Mauro John Capece “La scultura”. Il film, che ha già raccolto ventuno riconoscimenti internazionali, è stato proiettato ieri, in anteprima italiana, al Salento International Film Festival, rassegna dedicata alle produzioni indipendenti. C’è una parte consistente dell'arte teramana, presente e passata, nel lungometraggio di Capece, girato fra Marche e Abruzzo: la scultura raffigurata nella locandina del film, così come tutte le opere presenti all'interno dell'opera, sono state realizzate da Di Berardino. «Sessant’anni dedicati alla scultura», sintetizza così il proprio percorso l'artista vibratiano che ha unito all'attività propriamente scultorea quella didattica insegnando nei licei artistici di Teramo e Castelli e all'istituto d’arte di Ascoli. Fra le sue opere sono da ricordare il partigiano di Bosco Martese al Ceppo, la statua di San Gabriele sul viale del santuario a Isola del Gran Sasso e i busti di Primo Riccitelli e Giuseppe Devincenzi lungo i Tigli a Teramo. Lo scultore è tra l'altro direttore artistico di Italico onlus un centro ricerca nel villaggio neolitico di Ripoli dove sono state girati alcune scene del film di Capece. «Ho preso parte alla produzione in nome della grande amicizia che mi lega al padre di Mauro», racconta l'artista che aggiunge di non aver avuto alcuna difficoltà nel lavorare al film in qualità di direttore artistico, visto le sue passate collaborazioni con molti scenografi di Cinecittà. Il lungometraggio di Capece, interpretato da Corinna Coroneo, protagonista e cosceneggiatrice, Adrien Liss, Pierpaolo Capovilla, Flavio Sciolè, Gabrielle Silvestrini e Kyrham, è una metafora sull’arte umiliata e calpestata, sull’arte che si prostituisce in nome delle leggi di mercato e che quindi è destinata a morire. La storia racconta l’incontro tra Moïse, uno scultore di talento, ma che non arriva alla fine del mese, e Korinne, una donna che lavora come escort e alla quale Moïse subaffitterà una stanza. Il regista albense è già impegnato in una nuova produzione: in questi giorni infatti sta lavorando al prossimo film dal titolo provvisorio “La neoborghese via Crucis”.

Emanuela Michini

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