Cappelli chiude dopo 47 anni «Non credo più in questa città»

Lo storico commerciante di abbigliamento lascia il 23 dicembre e se ne va a vivere alle Canarie «Nel ’71, quando aprii, Giulianova era poco più piccola di San Benedetto. Poi si è fermata»
GIULIANOVA. Ancora qualche giorno e il negozio di abbigliamento in via Nazario Sauro gestito da Paolo Cappelli, uno dei più longevi della città, chiuderà per sempre. Le saracinesche, con qualche lacrima, saranno abbassate definitivamente il 23 dicembre, proprio alla vigilia di Natale. Per Cappelli qualche giorno di vacanza e poi partenza verso le isole Canarie, per aprire una nuova parentesi di vita da pensionato. «Ho realizzato questa dolorosa decisione durante lo scorso inverno, quando fu chiusa la strada dove lavoro da tanto tempo e per quanto accaduto nel corso di un incontro in Comune. Lì ho capito che non era più il caso di andare avanti. Io e mia moglie abbiamo così condiviso una scelta di irrinunciabile libertà».
L’imprenditore ricorda che tutto iniziò nel 1971 quando, da dipendente del gruppo Massi di Ascoli Piceno, avviò il primo negozio di abbigliamento, considerato all’epoca una grande innovazione per Giulianova. Il tutto sulle ali del tormentone di Raffaella Carrà “Chissà se va…”. Cappelli ricorda che il giorno dell’apertura dovettero intervenire i carabinieri per regolare il traffico. «Allora», dice il commerciante, «Giulianova contava 22.150 abitanti ed era poco più piccola di San Benedetto del Tronto, ma con le medesime caratteristiche: porto, tribunale, stazione ferroviaria e ospedale. Poi com’è andata è sotto gli occhi di tutti». Ovvero, intende l’esercente: Giulianova si è fermata, San Benedetto ha raddoppiato le proprie dimensioni. Lo stesso Cappelli ricorda che dopo sette anni, nel 1978, firmò 85 milioni di lire di cambiali ed entrò in possesso dell’esercizio che in tanti definirono il più bel negozio della provincia. Nel novembre del 1990 la pagina più dolorosa dell’attività: arriva il primo dei 14 furti subìti, con quasi tutta la merce rubata. «Inimmaginabili i problemi e le pene che ne scaturirono», afferma l’imprenditore. Nel marzo del ’91 fu aperto il secondo franchising d’Italia di Paul & Shark, ma i furti continuarono costringendolo a cambiare la sede del secondo negozio. Cappelli, nonostante tutto, non si è mai arreso e ha continuato ad andare avanti. Il commerciante nel frattempo si è dedicato anche all’organizzazione di eventi. Oggi dice: «Per reinventarmi ed essere all’altezza come un tempo dovrei rigenerarmi, ma non ho più l’età e comunque sinceramente non credo più in questo lavoro e nelle potenzialità che questa città un tempo offriva. In questi mesi, dopo il bruttissimo inverno passato, ho registrato tante manifestazioni di stima, di sincero affetto e di grande rammarico per l’imminente chiusura. Sono profondamente ascolano, ma ho scelto Giulianova come casa e ho sempre collaborato con chiunque me lo abbia semplicemente chiesto. Del resto ho vissuto in questa città per circa mezzo secolo», conclude, «e posso dire di aver avuto tanto».
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