Caputo: qui cureremo i tumori con radiochirurgia d’avanguardia

Il nuovo primario della radiologia si presenta alla città e illustra i suoi progetti per il Mazzini Il manager Fagnano: «È un nome di spicco in Italia, segno che investiamo sulle neuroscienze»
TERAMO. Ha voluto esserci anche l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci. La presentazione del nuovo primario radiologo del Mazzini, Nevia Caputo, rappresenta un “colpaccio” per la Asl di Teramo. E, come tale, il direttore generale ha voluto sottolinearlo con una conferenza stampa a cui hanno partecipato tanti dirigenti, fra cui i direttori del reparto di neurologia Maurizio Assetta, e quello di neurochirurgia, Danilo Lucantoni.
Prima il direttore generale Roberto Fagnano, poi l’assessore Paolucci hanno annunciato due passi importanti per la sanità teramana: hanno dato il benvenuto alla fuoriclasse della neuroradiologia e hanno annunciato l’imminente acquisto di una nuova risonanza magnetica a 3 tesla, che in Abruzzo c’è solo all’Aquila, ha sottolineato Fagnano che così vuole «ribadire la vocazione nelle neuroscienze della Asl di Teramo».
Paolucci ha fatto il bilancio dell’attività della Regione nel campo della sanità osservando che «lasciamo 18 milioni per il personale e 24 per il territorio e investimenti sui presidi ospedalieri nuovi: vi invito a vedere il nuovo presidio di Sulmona per capire quanto è importante avere un ospedale nuovo».
Protagonista della mattinata è stata dunque Nevia Caputo, che in maniera elegante e con semplicità ha illustrato il proprio curriculum e quello che si prefigge di fare al Mazzini.
«Conoscevo questo ospedale», ha raccontato, «perché qualche anno fa, e per lungo tempo, sono stata consulente per la neuroradiologia interventistica, quando questa particolare branca della radiologia muoveva i primi passi a Teramo; ma essere qui come direttore del reparto fa tutto un altro effetto. L’impatto è stato assolutamente positivo, ho trovato un clima ottimo, un ospedale “vivace” e colleghi preparati non solo professionalmente e tecnicamente, ma anche capaci di relazioni umane proficue. Abbiamo già cominciato a progettare insieme, in modalità multidisciplinare, grandi novità per il futuro». Neuroradiologo specializzato in terapia endovascolare, arriva dall’Umbria, dove ha lavorato prima all’ospedale di Perugia e poi in quello di Terni. Particolarmente esperta nel trattamento degli angiomi, degli aneurismi e in quello pre-chirurgico delle lesioni espansive cerebrali, Nevia Caputo ha grande esperienza anche in campo Tac, risonanze e angiografia diagnostica. Ha lavorato con i più grandi specialisti nel campo in Italia e all’estero e ha una casistica enorme: 2378 procedure endovascolari effettuate sui distretti cranio-encefalico e vertebro-midollare di cui 914 aneurismi, 932 malformazioni artero-venose, 309 lesioni espansive intra ed extracraniche, 233 disostruzioni delle arterie cerebroafferenti; 1915 procedure terapeutiche extravascolari (vertebroplastiche cervicali e dorsali superiori); 2390 procedure endovascolari diagnostiche cerebrali e vertebromidollari.
Fra i progetti, l’organizzazione ex novo della radiochirurgia stereotassica, una metodica innovativa nel trattamento dei tumori. Si tratta, cioè di un intervento chirurgico che, per eliminare il tumore, non usa il bisturi ma le radiazioni ionizzanti, le quali vengono indirizzate esclusivamente sul bersaglio, senza procurare il minimo danno ai tessuti e agli organi circostanti. Caputo collaborerà, ovviamente, in maniera strettissima con neurochirurgia e neurologia. Lucantoni ha ricordato che con Carlo D’Ugo, direttore della radioterapia, ha seguito passo passo il “progetto Caputo”, cioè il suo arrivo a Teramo. «Ora la sua presenza ci consente di approfondire il trattamento combinato delle malformazione arteriovenose», ha precisato Lucantoni. Il quale ha illustrato un intervento complesso già eseguito con successo in tandem su un voluminoso meningioma di più di 7 centimetri: Caputo ha ridotto la vascolarizzazione per far diminuire il rischio operatorio.
Assetta invece ha ricordato che il primo intervento di rivascolarizzazione meccanica è stato eseguito al Mazzini a Pasqua 2009 e che «ad agosto (con il trasferimento dell’ex primario Vincenzo Di Egidio a Pescara, ndr) si è aperta una fase di crisi che ora con l’arrivo della dottoressa Caputo è terminato».
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