«Carcere stracolmo, via venti detenuti»

Il Sappe lancia l’allarme e chiede rinforzi per la polizia penitenziaria che ha ferie e riposi bloccati
TERAMO. Torna l’emergenza del sovraffollamento nel carcere di Teramo, una delle strutture più stracolme di tutta la regione. Attualmente i detenuti sono 390 a fronte di una capienza di 270. A lanciare l’allarme è il sindacato Sappe che chiede all’amministrazione penitenziaria di portare via venti reclusi e di far arrivare dieci nuovi agenti di polizia visto che, proprio per garantire un’adeguata sorveglianza all’interno della struttura, quelli in servizio ormai da mesi sono costretti a saltare ferie e riposi.
Nella richiesta, inviata al Provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria per Lazio, Abruzzo e Molise, Cinzia Calandrino, il Sappe sottolinea come attualmente nella casa circondariale di Castrogno si viva una situazione di emergenza che ha determinato l'uso della sezione protetti e osservazione per dare ospitalità ai detenuti della sezione media sicurezza. Una situazione resa obbligatoria dalla mancanza di posti liberi in quest'ultimo settore. «Una situazione contraria a ogni disposizione di legge», scrive in una nota il segretario provinciale Giuseppe Pallini, «che mette a grave rischio l'incolumità dei detenuti e la sicurezza interna, oltre ad aggravare il carico di lavoro degli già stremati ufficio matricola e nuclei traduzione».
Il Sappe a tale proposito segnala anche la condizione ormai allo stremo del personale di polizia penitenziaria, che «da settimane non può fruire dei riposi e congedi in quanto richiamati per assicurare le traduzioni e il piantonamento in ospedale di due detenuti».
Scrive Pallini nella nota: «Su una pianta organica prevista di 216 agenti ne mancano all'appello 70 ai quali si aggiungeranno nel corso dell'anno altri 15 per pensionamento, su un personale che ad oggi conta 15.600 giornate di congedo ancora da usufruire».
Il segretario provinciale del Sappe chiede al provveditore di segnalare i fatti teramani al ministro della Giustizia e al Capo dipartimento .«Questo», precisa il sindacalista, «poichè la loro disposizione è stata disattesa e di valutare se adire alla Corte dei Conti per le spese pazze per sfollamento e riassegnazione detenuti».
Pallini, inoltre, ricorda come in passato già più volte il caso Castrogno sia stato segnalato senza mai ottenere risposte. Di nessun genere.(d.p.)
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