Cardiochirurgia ancora senza primario

28 Aprile 2022

Per Santarelli e la Asl il ricorso di Lentini va esaminato dal giudice del lavoro. Il collegio si riserva la decisione sul caso

TERAMO . Resta ancora in sospeso la nomina del primario di Cardiochirurgia al Mazzini. Nell’udienza di ieri il Tar dell’Aquila, chiamato a confermare il blocco della designazione di Filippo Santarelli, dopo il ricorso presentato dall’avvocato Roberto Ruocco per conto di Salvatore Lentini, primo in graduatoria ma di fatto scavalcato dal terzo, si è riservato la decisione su un’eccezione di competenza. A sollevarla sono stati sia i legali del primario in pectore che quelli della Asl: secondo loro, infatti, la controversia dovrebbe essere risolta dal giudice del lavoro e non dal Tar. Questo presupporrebbe, secondo quanto sostenuto da Ruocco, uno spostamento del contenzioso sul fronte dell’eventuale risarcimento del danno, senza però annullare gli atti ritenuti viziati.
I giudici amministrativi decideranno nei prossimi giorni se accogliere o meno l’eccezione. Se il responso fosse positivo per Santarelli e la Asl, il fascicolo passerebbe al giudice del lavoro e decadrebbe la sospensione decretata venti giorni fa dal tribunale aquilano. Se, invece, l’istanza di spostamento del giudizio venisse respinta, il Tar si pronuncerebbe in via definitiva sull’azzeramento dell’incarico a Santarelli.
Il punto nodale del ricorso riguarda il curriculum del primario designato. Quel documento, ha fatto rilevare Ruocco, è stato presentato senza firma e data, per cui risulterebbe nullo e di conseguenza inammissibile ai fini della valutazione delle competenze del medico e della relativa attribuzione di punteggio. Secondo quanto riportato dalla Asl nella propria memoria consegnata ai giudici, le informazioni necessarie sarebbero state tratte da altri documenti presentati dal Santarelli a corredo della propria domanda. A detta di Ruocco la Asl ha attestato risultanze curriculari che non potevano essere in ogni caso ritenute ammissibili. Santarelli, in sostanza, stando alla tesi del legale di Lentini, non doveva neppure rientrare nella rosa ristretta dei tre candidati che si sono giocati il posto fino all’ultimo. Sul procedimento in corso il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia preferisce non parlare, in attesa della decisione.
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