Cardiochirurgia, Santarelli vince il concorso da primario

Di Giosia sceglie il candidato con il punteggio minore ma più esperto nelle tecniche mini invasive «Sviluppando questa tipologia innovativa di interventi possiamo ridurre la mobilità passiva»
TERAMO. Lo aveva annunciato, Maurizio Di Giosia, che nella scelta del nuovo primario di Cardiochirurgia dell’ospedale Mazzini avrebbe utilizzato quel potere discrezionale che la legge consente ai direttori generali delle Asl per individuare i vincitori di concorso senza essere vincolati ai punteggi attribuiti ai candidati dalle commissioni d’esame. Di Giosia ha scelto, nella terna dei candidati idonei, quello con il punteggio minore, affidandogli un incarico quinquennale: si tratta di Filippo Santarelli, 56 anni, dal 2013 dirigente medico di primo livello della Fondazione toscana “Gabriele Monasterio”, attivo nella Cardiochirurgia per adulti dell’ospedale Pasquinucci di Massa, un centro di riferimento nazionale e internazionale della cardiochirurgia mini invasiva.
Ed è proprio per la sua competenza tecnica nelle tecniche mini invasive che Santarelli è stato ritenuto il professionista idoneo al raggiungimento degli obiettivi aziendali per l’unità operativa complessa di Cardiochirurgia e per l’intero dipartimento Cardio-toraco-vascolare. Nella nota di individuazione pubblicata sul sito della Asl Di Giosia scrive: «Attualmente, circa il 90% degli interventi di cardiochirurgia viene eseguito con tecnica tradizionale e l’azienda intende favorire lo sviluppo di tecniche mini invasive che rappresentano l’ultima frontiera in campo cardiochirurgico e consentono di effettuare trattamenti ibridi i quali forniscono un’efficace risposta terapeutica nel trattamento di patologie di pazienti sempre più anziani e fragili; si tratta di un elemento di indubbia rilevanza attesa la sempre maggiore aspettativa di vita con aumento di pazienti in età elevata». Il dg continua: «Costituisce preciso obiettivo aziendale ridurre il processo di costante aumento della mobilità passiva, riscontrabile sulla base dei dati relativi all’anno 2019 nella branca specifica della cardiochirurgia a vantaggio di strutture extra regionali attrezzate per praticare con successo le tecniche mini invasive a regime». Con queste premesse e questi obiettivi, insomma, Di Giosia ha puntato non sui candidati con i maggiori titoli – il primo in graduatoria era Salvatore Lentini, il secondo Giovanni Mariscalco – ma su colui, si legge ancora nella nota, «che vanta la maggiore casistica di interventi con tecniche mini invasive».
I tempi di insediamento di Santarelli nel nuovo incarico non si annunciano strettissimi, anche perché è possibile che almeno uno dei candidati esclusi possa presentare un ricorso. Intanto, però, il dg Di Giosia ha dato disposizione all’ufficio Personale di formalizzare la nomina e predisporre il contratto.
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