Carenza idrica, evitati i razionamenti

Consumi alle stelle: fino a 1.700 litri al secondo. Disagi tamponati spostando i flussi e con il potabilizzatore al massimo
TERAMO. La stagione turistica volge al termine e quasi si può tirare un sospiro di sollievo.
Gli straordinari picchi di consumo dell’acqua, tranne che in qualche caso isolato, non hanno portato a razionamenti come nel resto d’Abruzzo. In provincia di Teramo nel mesi di luglio e soprattutto agosto che stato un aumento dei consumi del del 500%: attualmente il fabbisogno è di 17.00 litri di acqua al secondo. L’impennata nei consumi, e questo era prevedibile, c’è stata in tutti i centri turistici costieri, da Martinsicuro a Pineto per la presenza di turisti. Ma quest’anno, con l’emergenza Covid, c’è stato anche il boom della montagna e i piccoli paesini, che d’inverno sono abitati da poche decine di persone, quest’anno sono strapieni. Ancor più che nel passato chi ha una casa in montagna l’ha utilizzata.
A fronte di tutto questo le sorgenti, a causa della scarsa nevosità e piovosità degli ultimi due inverni, hanno fatto segnare una riduzione media della portata del 30%. Una situazione di fatto comune a tutti gli acquedotti abruzzesi che si sono trovati a fare razionamenti, interrompendo la fornitura di notte per parecchi giorni. L’eccezione è stata il Ruzzo, che non ha interrotto la fornitura se non episodicamente in alcune località alla fine del tracciato dell’acquedotto, come Sant’Egidio e Torano. La rete del Ruzzo dà infatti l'opportunità di trasferire acqua da un posto all’altro, utilizzando dei bypass che consentono di spostarla da dove ce n’è di più a dove c’è carena. Si tratta di bypass con impianti di sollevamento e pompe per spostare l'acqua dove c'è maggior consumo. I tecnici del Ruzzo hanno monitorato giorno per giorno la situazione, controllando i consumi e i serbatoi, intervenendo per modificare i flussi. Sono stati riattivati bypass non usati da anni per evitare disagi alla popolazione, sopratutto in Val Vibrata. In più l’impianto di potabilizzazione di Montorio sta funzionando a ritmi a cui non era stato mai portato: ora produce più di 700 litri di acqua al secondo, più della sorgente del Gran Sasso.
E sempre per evitare la carenza idrica, nei progetti del 2021 della governance della presidente Alessia Cognitti c’è il ripristino del funzionamento del potabilizzatore di Casale San Nicola, per intercettare acque purissime di alta quota, dalla cosiddetta Fonte Nera. Il potabilizzatore, adesso spento, potrebbe produrre fino a 400 litri al secondo.Infine, agli sgoccioli della stagione estiva, il 7 settembre si terrà la pulizia delle gallerie del Traforo del Gran sasso, rinviata ai primi di agosto appunto per non creare problemi alla fornitura d’acqua durante il picco dei consumi. In quel caso verranno utilizzate una serie di precauzioni per cercare evitare che le sostanze usate per la pulizia penetrino fino alla falda.
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