Carnevale, primi passi per tornare ad avere una grande sfilata

L’assessore Filipponi fa il bilancio della festa in piazza Mascherina d’oro al centro Gran Sasso, dal 2021 raddoppia
TERAMO. «La partecipazione è stata oltre le aspettative. Per il resto è stato il Carnevale che ci aspettavamo, nel senso che avevamo annunciato che i carri sarebbero stati due in quanto abbiamo puntato sulle nostre frazioni e quartieri. C'è stata questa risposta che per noi è un modo di ripartire dopo anni in cui non c'è stato assolutamente nulla». All'indomani della manifestazione in piazza Martiri per il Carnevale l'assessore agli eventi Antonio Filipponi traccia un bilancio dell'iniziativa, sgombrando il campo da ogni polemica e spiegando come l'intenzione dell'amministrazione sia quella di puntare, per il prossimo futuro, a valorizzare sempre più la tradizione teramana.
«Sarebbe stato semplice andare fuori e acquistare carri in altri Comuni», sottolinea l'assessore, «ma abbiamo preferito ripartire con quello che possono fare i nostri quartieri e frazioni. Questo perché il progetto futuro che abbiamo è quello del Carnevale teramano, con quartieri e frazioni che potranno misurarsi tra loto nel concorso sul carro più bello».
L'idea è anche quella di riportare in centro la "Mascherina d'oro", con una doppia edizione su due giorni: una al centro commerciale e una in centro, con la finale nel cuore della città. «Vorremmo poi recuperare la tradizione teramana degli "Ignorantelli"», continua Filipponi, «un gruppo di persone che girava per la città il giorno di Carnevale facendo scherzi». La prossima settimana, intanto, ci sarà un incontro con le frazioni per valutare diversi appuntamenti e tra potrebbe esserci proprio il Carnevale del prossimo anno, nella convinzione che l'iniziativa avviata quest'anno possa crescere e trovare nuove energie. «Per noi quest'anno si è trattato di un inizio», ribadisce l'assessore, «abbiamo raccolto una situazione in cui non c'era nulla da troppi anni e abbiamo investito su un'idea più faticosa rispetto a quella di acquistare carri da fuori: costruire qualcosa che possa continuare nel tempo, al di là di chi amministra la città, con le tradizioni che già abbiamo». Di una cosa l'assessore è certo: domenica la partecipazione è stata buona, oltre le aspettative. «Siamo soddisfatti, piazza Martiri era piena e anche lungo corso San Giorgio diverse persone hanno sfilato dietro ai due carri», conclude, «e questo nonostante una certa psicosi da coronavirus. L'abbiamo visto anche al centro commerciale. Alle "Mascherina d'oro" c'erano 60 iscritti contro gli oltre cento degli anni passati».
E appunto domenica al centro commerciale Gran Sasso si è svolta la 53ª Mascherina d’Oro organizzata dalla Fratellanza artigiana del presidente Antonio Crocetti, quest’anno con il patrocinio del Comune.
La Mascherina d’oro se l’è aggiudicata “Cappuccetto Rosso al boscodi Camillo Monsignore, quella d’argento è andata al “Medico della peste” di AndreaCornacchia, quella di bronzo a “San Francesco e il lupo” di Alessandro Marcheselli. Quarto posto per “La fata del bosco”di Giulia Maloni, quinto a“Bambola antica” di Jasmine Casaburo che hanno ottenuto il premio per le mascherine che richiamano le tradizioni popolari. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

