Carnevale saltato, la Pro loco si difende
Sant’Egidio, l’associazione respinge le critiche: «Cercato invano un luogo idoneo a realizzare i carri»
SANT’EGIDIO. Il direttivo della Pro loco di Sant’Egidio in una lunga nota dice la sua sul Carnevale cittadino, che per il secondo anno consecutivo è saltato nella sua forma storica (sfilata dei carri e concorso tra contrade).
La Pro loco, premettendo di aver scelto finora «la linea del silenzio per evitare inutili polemiche e stupide strumentalizzazioni politiche che purtroppo si sono susseguite nell’arco degli ultimi mesi», racconta di aver «come di consueto protocollato la richiesta di uso del Centro fiere al Comune con largo anticipo (settembre 2017). Ingenuamente, e qui la colpa è tutta nostra, abbiamo pensato che non ci fossero problemi: ci sbagliavamo! L’ufficio tecnico ci ha comunicato a inizio novembre che il luogo dove per anni si sono allestiti i carri non poteva essere usato! A fronte così di una promessa di 15.000 euro da parte dell’amministrazione comunale ci siamo dati da fare per trovare un sito idoneo alla realizzazione dei carri. Abbiamo contattato tutti gli imprenditori della zona, tutto novembre siamo andati in giro anche di notte per cercare luoghi "papabili" al fine di contattare i proprietari e chiedere un affitto, i rappresentanti delle contrade hanno contribuito a questa ricerca. Inutile dirvi che non lo abbiamo trovato, vuoi per le dimensioni dei carri, vuoi per le dimensioni dei capannoni. Sempre a fronte della stessa promessa di 15.000 euro abbiamo trovato un tendone di 600 metri quadri. Il parere delle contrade è stato negativo, validato dalla reale difficoltà di movimento all’interno. L'ultima riunione si è svolta alla presenza di contrade, direttivo della Pro loco, sindaco, vicesindaco e consigliere delegato alla cultura. Responso? Il Carnevale 2018 non si terrà per mancanza di luogo idoneo alla realizzazione dei carri allegorici! Questa è la triste storia del defunto Carnevale santegidiese!».
Secondo il direttivo dell’associazione «la verità è che negli anni non c'è stato un vero interesse nel far crescere tale manifestazione e questo è il risultato. Abbiamo sentito che la Pro loco fa schifo, che ci dobbiamo vergognare, che Esposito e company si devono dimettere. Ecco, a noi queste cose fanno male perché anche noi nella vita abbiamo altro da fare (fortunatamente) ma ci siamo messi in gioco trascurando affetti e interessi personali ma mettendoci comunque sempre la faccia. Di persone brave a criticare», conclude la nota, «ce ne sono tante e riesce facile a tutti ma darsi da fare per cambiare le cose a quanto pare no!».

