Carta per acquistare cibo: ora si accende lo scontro

Il consigliere Tiberii (FdI) replica alle critiche mosse dall’assessore De Sanctis: «Inutile e fantasioso il riferimento alla tessera annonaria, solito retropensiero»
TERAMO . Si accende lo scontro politico sulla carta attivata dal Governo per l’acquisto di generi alimentari da parte delle famiglie in difficoltà. Le affermazioni dell’assessore ai servizi sociali Ilaria De Sanctis, secondo cui l’iniziativa ricorda «la tessera annonaria rilasciata in epoca fascista durante la guerra», non vanno giù al consigliere di Fratelli d’Italia Pasquale Tiberii.
Il rappresentante dell’opposizione si dice stupito dalle parole dell’amministratrice. «Sono pervase, sebbene siamo nel 2023, da quel tipico retropensiero antifascista», evidenzia, «che inesorabilmente e purtroppo emerge ogni qualvolta si devono fare delle critiche legittime purché non si limitino al solito richiamo al ventennio». Secondo il consigliere, dunque, la valutazione del provvedimento è condizionata da un tipico pregiudizio della sinistra che sventola in ogni occasione possibile lo spauracchio del ritorno al fascismo e alla negazione dei diritti. «Assessore, lasciamo da parte sterili polemiche e inutili e fantasiosi paragoni con provvedimenti restrittivi delle risorse alimentari in periodo di guerra», afferma Tiberii rivolgendosi direttamente a De Sanctis, «e mettiamoci al lavoro per risolvere i veri problemi delle famiglie teramane».
Il consigliere rivendica, dunque, il merito del Governo guidato dalla leader di FdI Giorgia Meloni di aver adottato una misura di sostegno ai nuclei familiari che non arrivano a fine mese. «Il valore della singola card è di 382,50 euro destinata ad una platea di famiglie individuate nel rispetto del parametro Isee di 15mila euro annui e selezionate da Inps e Comuni sulla base di specifici parametri numerici e di reddito, ricorda il consigliere di opposizione, «la misura va nel segno di combattere l’inflazione e si aggiunge ad altri importanti provvedimenti messi in atto come quello sui salari bassi, sul caro energia e in generale sul caro vita». Tiberii ammette che «non saranno tanti 382,50 euro ma sicuramente per quei nuclei familiari sarà e un aiuto, anche se piccolo, per andare avanti: tutto è criticabile, ma senza fantasiosi accostamenti a un periodo lontano settanta anni e che nulla ha più a che vedere con la moderna nazione democratica che oggi finalmente è rappresentata da un Governo autorevole».
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