Carte clonate, il processo si ferma

15 Gennaio 2016

Si attende la decisione su Nicola Marcozzi: rinvio a giudizio o archiviazione?

TERAMO. Nuova udienza del processo alla cosiddetta banda delle carte di credito clonate, inchiesta che nel febbraio scorso portò all’arresto di nove persone, e nuovo rinvio in attesa che si chiarisca la posizione di quello che la procura ritiene il principale imputato, il presidente dell’Anmil Nicola Marcozzi. Quest’ultimo era stato destinatario, come gli altri imputati, di un decreto di giudizio immediato, ma il provvedimento è stato annullato. Marcozzi, infatti, era stato scarcerato dal tribunale del riesame, che non aveva ravvisato elementi di colpevolezza tali da giustificare l’arresto, per cui il suo difensore, l’avvocato Elvio Fortuna, aveva chiesto e ottenuto l’annullamento del decreto. Di conseguenza la sua posizione è tornata all’esame del pm che deve decidere se chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione. In attesa che si completi questa procedura, il processo davanti al tribunale di Teramo è stato rinviato al 9 giugno prossimo. Marcozzi si è sempre dichiarato sereno e fiducioso che la magistratura accerterà la su estraneità alle accuse, come ha già fatto il tribunale del riesame annullando l’ordinanza di arresto. Per la procura di Teramo, invece, la sua figura è centrale nell’ambito dell’inchiesta per cui attende che rientri nel processo in corso. Gli altri imputati sono il pakistano Adel Farooq, Fabio Romolo di Alba, Carlo Bruni di Teramo, Mauro Bottini di Teramo, il rumeno Ionel Marcu Malain, Graziano Vagnoni di San Benedetto del Tronto, Marco Luciani di Civitanova Marche, Franco Di Nicola di Penna Sant’Andrea e la russa Alona Osipova.