Cartelle Soget, Futuro In accusa: «Richieste somme non dovute»

6 Agosto 2019

La polemica questa volta riguarda i preavvisi di fermo amministrativo per i tributi non pagati Per Fracassa e Salvi la società inserirebbe indebitamente nell’atto spese relative alle procedure

TERAMO. I consiglieri comunali di Futuro In Franco Fracassa e Maurizio Salvi tornano all’attacco sulle cartelle che la Soget sta inviando nelle case dei cittadini teramani per il recupero dei tributi locali. E puntano il dito, questa volta, sui numerosi preavvisi di fermo amministrativo del veicolo arrivati ai contribuenti morosi o presunti tali. Preavvisi che riporterebbero delle somme aggiuntive non dovute e relative alla spese per la redazione dell’atto. «In questi giorni nelle case dei teramani stanno continuando ad arrivare diversi tipi di cartelle», spiega Fracassa, «Molte sono state annullate, perché i cittadini hanno avuto l’accortezza di andare alla Soget e dimostrare come le somme richieste non fossero dovute, altre sono state pagate. Ma quello che sta avvenendo con i preavvisi di fermo è assurdo». In caso di tributo non pagato, dopo il sollecito, nelle case dei contribuenti arriva infatti il preavviso di fermo, rispetto al quale i cittadini hanno 30 giorni per pagare la somma dovuta ed evitare l’iscrizione del fermo stesso. «Nel preavviso non possono essere richieste altre somme rispetto a quanto dovuto più interessi e sanzioni», continua Fracassa, «Al contrario la Soget in questi preavvisi inserisce una somma che il cittadino dovrebbe pagare alla società per aver fatto l’atto». Somma non dovuta che per Fracassa e Salvi renderebbe nulli i preavvisi inviati. «È lo stesso ministero delle Finanze, con un decreto del 2000 che va a sancire quali somme devono e possono essere richieste al contribuente rispetto all’emissione di queste cartelle», continua Fracassa, «stabilendo anche gli importi con apposte tabelle. Ebbene nessuna somma è prevista per le spese relative all’emissione del preavviso, al contrario di quanto previsto per la procedura di iscrizione del fermo». Fracassa e Salvi sottolineano poi come queste somme richieste e non dovute incidano non poco sul totale della cartella. «A un cittadino sono arrivati ben due preavvisi di fermo per una panda, per due cartelle di importo rispettivamente pari a 214 e a 328 euro. Ebbene sui due atti sono stati chiesti, per l’emissione del preavviso, in un caso 36 euro e nell’altro 42 euro». Una pratica, quella adottata dalla Soget, che non verrebbe utilizzata da altri Comuni che, al contrario, nell’emettere le cartelle rispetterebbero la normativa. «Siamo andati a vedere cosa fanno gli altri Comuni, ad esempio quello di Roseto, che ha un ufficio interno che si occupa della riscossione», conclude Fracassa, «e abbiamo visionato un analogo preavviso di fermo. Alla voce “spese creazione atto” c’è scritto zero. Roseto rispetta la legge, a Teramo nessuno controlla cosa succede. Quei preavvisi sono illegittimi e quindi nulli. Per questo io e Salvi siamo a disposizione dei cittadini, per i quali a disposizione dei cittadini tutta la documentazione necessaria a potersi difendere».
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