Cartotecnica, i dissidenti pronti a trattare

4 Aprile 2019

Martinsicuro, il loro legale: «La prima proposta è rimasta l’unica, ne attendiamo una più rispettosa»

MARTINSICURO. In rappresentanza di un gruppo di dipendenti della Cartotecnica Egidi che non hanno aderito all'accordo loro proposto, l’avvocato Sigmar Frattarelli ha inviato al Centro una nota che fa seguito all’articolo del 24 marzo scorso nel quale si dava conto del fatto che l’imprenditore Lorenzo Dattoli rinunciava all’acquisto della Cartotecnica proprio perché 14 dei 43 dipendenti non avevano accettato la conciliazione.
Frattarelli tiene a precisare: «I miei assistiti, al fine di evitare che passi il messaggio per cui il fallimento della trattativa è dipeso dalla loro mancata adesione all'accordo, ci tengono a rilevare che dopo il rifiuto di accettare la prima proposta (rimasta poi l'unica) che non dava loro alcuna garanzia e li liquidava con un irrisorio "contentino" economico, certamente non proporzionato alla perdita del posto di lavoro e alla loro anzianità di servizio, non c'è più stata alcuna proposta da parte dell'azienda e da parte del Dattoli. Non è vero quindi che si è cercato di trovare una soluzione, in quanto da quel momento in poi tutto è rimasto sempre fermo al punto di partenza e sia l'azienda datrice di lavoro sia l'imprenditore interessato all'acquisizione sono rimasti rigidi e fermi nella loro posizione, senza che alcuna proposta alternativa e migliorativa sia mai pervenuta, nonostante l'apertura manifestata dai suddetti dipendenti a valutare proposte diverse».
Precisato questo, il legale ribadisce che «tuttora i dipendenti in questione sono disponibili a proseguire una seria trattativa che sia più rispettosa della loro posizione lavorativa e tuttora confidano in un ravvedimento delle controparti rispetto alle rigide posizioni assunte». La nota di Frattarelli a nome dei 14 “dissidenti” si chiude con una sorta di appello ad evitare una spaccatura tra i lavoratori: «È auspicabile che tutti i 43 dipendenti facciano fronte comune e si uniscano al fine, da un lato, di salvaguardare i posti di lavoro e, dall'altro, di garantire ai dipendenti esclusi una soluzione economica che sia più congrua e rispettosa, trovando tra loro stessi una soluzione condivisa finalizzata al buon esito dell'accordo».(red.te)
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