Casa acquistata con i soldi dello spaccio

Martinsicuro, in carcere una coppia rom accusata di aver ottenuto l’appartamento con la complicità di altri soggetti
MARTINSICURO. Utilizzando come prestanome una cliente, alla quale avevano promesso come contropartita soldi e droga, e con l’aiuto di altre due donne che hanno svolto il ruolo di intermediari, erano riusciti ad entrare in possesso di un appartamento a Martinsicuro dove si erano trasferiti a vivere con tutta la famiglia. Appartamento le cui rate sarebbero state pagate con i proventi dello spaccio e che ieri è stato posto sotto sequestro preventivo, su ordinanza firmata dal gip Roberto Veneziano e richiesta dal pm Davide Rosati, nell’ambito di un’inchiesta che ha portato in carcere, su ordinanza di custodia cautelare, i due conviventi rom Claudio Di Giorgio e Isabella Levakovic.
Nell’indagine, portata avanti dagli uomini della Guardia di Finanza di Giulianova, diretti dal capitano Sara Venturoni, sono indagate anche altre quattro persone, tra cui uno dei figli della coppia, con le accuse a carico dei sei che vanno, in base ai diversi ruoli e alle diverse posizioni, dal mendacio bancario al trasferimento fraudolento di valori fino al riciclaggio e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle nel corso delle indagini, anche attraverso numerosi appostamenti fuori dall’abitazione della coppia, i due arrestati sarebbero entrati in possesso dell’appartamento, riconducibile in particolare a Claudio Di Giorgio, attraverso una loro cliente. Quest’ultima, infatti, grazie all’aiuto di un intermediario immobiliare, presentando buste paga e dichiarazioni dei redditi appositamente modificate, avrebbe chiesto ed ottenuto un mutuo di circa 85mila euro a cui Di Giorgio e la compagna, a fronte dei numerosi precedenti penali, non avrebbero potuto accedere. Da qui la contestazione, sia per la donna che per l’intermediario, del reato di mendacio bancario.
Successivamente la stessa donna avrebbe acquistato l’appartamento e a questo punto sarebbe entrata in gioco una terza persona che dopo aver ottenuto una procura speciale con la quale la prestanome le concedeva la facoltà di vendere l’immobile ne avrebbe trasferito la titolarità ad uno dei figli della coppia, unico membro maggiorenne della famiglia privo di precedenti penali. Un trucco che ha fatto scattare per Claudio Di Giorgio, il figlio, la prestanome, l’intermediario e la donna che aveva ottenuto la procura speciale per la vendita dell’appartamento il reato di trasferimento fraudolento di valori. Ma non solo. Perché al figlio della coppia viene contestato anche il riciclaggio, in quanto avrebbe pagato le rate del mutuo destinato all’acquisto dell’immobile con i soldi avuti dai genitori, soldi che per investigatori ed inquirenti erano il frutto dell’intensa attività di spaccio messa in campo dalla coppia.
A Claudio Di Giorgio e Isabella Levakovic vengono infatti contestati dalla Procura diversi episodi relativi a cessioni di droga. Secondo quanto accertato dagli uomini delle Fiamme Gialle, in particolare, i due cedevano quotidianamente dosi di eroina e cocaina a numerosi clienti, molti dei quali fermati dai militari nel corso delle indagini proprio dopo aver acquistato la droga all’interno dell’appartamento di cui la coppia era entrata in possesso grazie alla prestanome. Uno dei due arrestati, inoltre, secondo gli inquirenti, avrebbe continuato a spacciare nonostante fosse ai domiciliari. Accuse che ieri mattina hanno portato all’arresto dei due conviventi e al sequestro preventivo dell’appartamento. Di Giorgio e Levakovic, entrambi difesi dall’avvocato Nello Di Sabatino, nei prossimi giorni compariranno davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia.
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