Casa Adamoli da abbattere Rimosso l’ultimo ostacolo

La Regione ha autorizzato la demolizione della particella di sua proprietà Ora può essere validato il progetto definitivo per recuperare il teatro romano
TERAMO. Con una nota pervenuta nella serata di lunedì in Comune, la Regione Abruzzo ha autorizzato l’abbattimento della particella di propria pertinenza del palazzo Adamoli. «Così», si legge in una nota dell’amministrazione comunale, «anche in virtù della forte sollecitazione esercitata nei mesi passati dall’amministrazione comunale, viene rimosso l’ultimo freno che rallentava le procedure tecnico-burocratiche inerenti le attività propedeutiche alla realizzazione del progetto di riqualificazione funzionale del teatro romano».
Secondo l’amministrazione «si tratta in sostanza del passaggio procedurale che consente il rafforzamento del percorso per entrare nella fase conclusiva della validazione del progetto definitivo e quindi procedere all’indizione della gara del primo stralcio dei lavori. Il progettista Bellomo ora completerà tutte le fasi, per declinare l’intero programma anche in relazione ai tempi e alle modalità esecutive».
Il sindaco Gianguido D’Alberto dichiara: «Ancora una volta, la sinergia tra istituzioni conferma la ritrovata capacità e autorevolezza del Comune di Teramo, e ringrazio la Sovrintendenza regionale per la disponibilità manifestata. I referenti istituzionali e gli enti finanziatori (ministero dei Beni culturali, Regione Abruzzo e Fondazione Tercas con un milione e mezzo a testa, ndr) hanno manifestato di condividere l’idea e la visione di prospettiva che anima l’amministrazione comunale. Per questa ragione l’amministrazione sarà riferimento e pungolo per tutti i protagonisti del percorso, per continuare a sostenerlo e a contribuire con entusiasmo alla realizzazione di una prospettiva così decisiva per Teramo e il territorio intero. Per la completa realizzazione del progetto», conclude D’Alberto, «l’amministrazione comunale chiederà il suo inserimento all’interno del Recovery Fund». I 4,5 milioni stanziati finora, infatti, bastano per un primo lotto.(red.te)
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