Casa Civica: «Devono ripartire asili nido e centri estivi»

28 Maggio 2020

ROSETO. Un tavolo di confronto a più livelli per sostenere le famiglie e programmare, anche insieme agli operatori del sociale, la ripartenza di scuole e centri estivi. È la proposta del segretario...

ROSETO. Un tavolo di confronto a più livelli per sostenere le famiglie e programmare, anche insieme agli operatori del sociale, la ripartenza di scuole e centri estivi. È la proposta del segretario cittadino di Casa Civica, Gabriella Recchiuti, all’amministrazione comunale, in vista della Fase 2 dell’emergenza coronavirus, dove molti genitori torneranno al lavoro. «Se è vero che ci saranno linee guida nazionali», dice Recchiuti, «è anche vero che i sindaci possono e devono fare il possibile per sostenere le famiglie con bambini con attività sul territorio, per cui è urgente ragionare sulle possibili soluzioni in grado di fornire risposte alle famiglie rosetane».
La scuola è stata la prima a chiudere e sembra sarà l'ultima a riaprire, con nel mezzo solo la didattica a distanza. «Non va bene», aggiunge Recchiuti, «le famiglie con bambini si sono fatte carico di grandi sacrifici durante il lockdown e ora chiediamo al sindaco di favorire il confronto con la Regione e con il mondo della scuola e degli operatori sociali, per organizzare dei protocolli che già a partire dall’estate possano permettere la riapertura dei centri estivi per i più piccoli». In diversi Comuni si stanno studiando ipotesi di apertura, e ci sono città che si sono candidate a essere “città pilota” per favorire la riapertura di centri estivi e scuole già da giugno, prevedendo screening a gruppi di insegnanti, educatori e famiglie che rientrano nella sperimentazione, privilegiando le attività all’aria aperta e ricreando dei micro-ambienti in termini numerici». Così conclude: «È necessario avviare il confronto con l’ufficio scolastico regionale per programmare, nel rispetto delle regole e della sicurezza la ripartenza degli asili nido a giugno e per prevedere dei luoghi che i bambini possano frequentare mentre i genitori lavorano».(l.v.)
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