Casa Civica: «Distretto sanitario dimenticato»
Il gruppo politico chiede che fine abbia fatto il progetto della nuova struttura della Asl
ROSETO. «Che fine ha fatto il progetto del nuovo distretto sanitario di base?». A chiederlo è il gruppo di Casa Civica che ricorda come lo scorso novembre, nel corso di una conferenza stampa congiunta tra amministrazione comunale e vertici Asl, fosse stata annunciata la realizzazione di un nuovo distretto sanitario su un’area di oltre 4 mila metri quadrati in piazza Marco Polo, destinato a ospitare ambulatori specialistici, guardia medica e tanti altri servizi e pensato per un bacino di oltre 200mila utenti. «Dopo i bei proclami e le promesse in concomitanza delle tornate elettorali», dichiara il consigliere di Casa Civica Mario Nugnes,«di questo importante progetto della nostra città non si è saputo più nulla. Chiediamo al sindaco Di Girolamo e alla sua giunta a che punto è il progetto, qual è il cronoprogramma dei lavori, quali sono i canali di finanziamento dell’opera perché dalle parole è ora di passare ai fatti. Vogliamo che il sindaco ci dica a che punto siamo e che si attivi con i nuovi referenti regionali a realizzare in breve tempo l’impegno preso con l’allora assessore alla sanità Paolucci (la convenzione fu firmata a febbraio 2019) perché Roseto non solo è la città più grande della Provincia dopo il capoluogo, ma è anche baricentrica rispetto al territorio che deve servire, ossia la costa teramana e la vallata del Vomano». Sulla questione interviene anche il dottor Giacomo Di Giovannantonio, esponente di Casa Civica e medico, che tutti i giorni sperimenta le difficoltà dei malati e conosce le criticità della struttura attuale in via Adriatica, di fronte il liceo Saffo, un edificio vecchio con molti problemi. «Roseto necessità urgentemente di un nuovo distretto sanitario di base», spiega Di Giovannantonio, «sia perché le condizioni dell’attuale struttura sono inadeguate, sia in considerazione del fatto che l’assistenza medica attuale, in Italia, sta andando verso le strutture territoriali, per cui oggi, e sempre di più in futuro, ci si ricovera in ospedale solo per le emergenze e per la chirurgia programmata». Secondo Di Giovannantonio è strategicamente molto importante avere un distretto come quello previsto dal piano sanitario regionale a Roseto, che diventerebbe punto di riferimento di tutta al costa teramana. «Tra l’altro l’esperienza ci insegna», conclude Di Giovannantonio, «che dove sorgono strutture sanitarie di qualità si creano anche opportunità di sviluppo di tutto il territorio». (l.v.)
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