Casa dello studente nell’ex rettorato Firmato l’accordo

22 Marzo 2017

Ora l’Adsu può partecipare al bando indetto dal ministero Il Comune dovrà portare in consiglio la variante al Prg

TERAMO. La casa dello studente prosegue speditamente nel suo percorso. E' stata raggiunta l'intesa, ieri in municipio, per la sottoscrizione dell'accordo di programma tra Comune di Teramo, università di Teramo e Azienda per il diritto agli studi universitari: documento necessario affinché l'Adsu possa partecipare al bando del Miur (ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca) che prevede il cofinanziamento ministeriale di progetti di residenzialità studentesca. L’obiettivo è realizzare nell’ex rettorato di viale Crucioli una casa dello studente da 300 posti. «Si è giunti all'intesa di ieri, anche grazie alla determinazione con la quale l'assessore all'urbanistica Valeria Misticoni ha attivato le procedure di competenza del Comune, quali appunto la predisposizione dell'accordo e la contestuale convocazione della conferenza dei servizi che ha raccolto i pareri di competenza per la concessione del nulla-osta all'operazione», si legge in una nota del Comune, «l'amministrazione comunale ha in tal modo sostenuto un progettazione che assume una notevole importanza strategica per il futuro della città e dell'università. L'iter prevede il passaggio in consiglio comunale per la necessaria variante al Prg».

Venerdì alle 10,30 nella sala conferenze della Biblioteca provinciale "Delfico", l'Azienda per il diritto agli studi universitari illustrerà l'accordo di programma della nuova residenza universitaria. Il progetto prevede la riqualificazione dell'immobile, la rivitalizzazione dell'intero quartiere e il coinvolgimento dell'intera città, che troverà da questa realizzazione un significativo impulso socio-economico. L'incontro di venerdì sarà aperto alla cittadinanza e vi parteciperanno il sindaco Maurizio Brucchi, i rappresentanti dell'università di Teramo, della Provincia.

Il progetto originario prevede l’abbattimento dei due edifici – che peraltro a causa del terremoto sono inagibili – mantenendo solo la facciata di quello anteriore, come una sorta di quinta. Ma l’operazione è sottoposta al nulla osta della Sovrintendenza: se invece saranno posti dei vincoli più stringenti il progetto dovrà cambiare. (a.f.)

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