«Casa dello studente, non abbiamo le carte per decidere»
TERAMO. Neppure il progetto della trasformazione dell'ex rettorato in residenza universitaria riesce a mettere d'accordo tutti in Comune. L'intervento è stato illustrato ieri mattina in commissione...
TERAMO. Neppure il progetto della trasformazione dell'ex rettorato in residenza universitaria riesce a mettere d'accordo tutti in Comune. L'intervento è stato illustrato ieri mattina in commissione urbanistica, perché richiede una variante di destinazione d'uso dell’ edificio di via Crucioli da approvare lunedì in consiglio, suscitando contestazioni da parte della minoranza. I consiglieri dell'opposizione hanno denunciato la mancata consegna da parte dell'amministrazione dei documenti relativi all'operazione. «A tre giorni dalla seduta consiliare in cui dovremo votare il provvedimento», spiega il capogruppo del Pd Gianguido D'Alberto, «non sono disponibili le carte necessarie per valutare l'intervento». L'accordo di programma tra Comune, università e Adsu è stato messo a disposizione dei rappresentanti della minoranza solo ieri mattina, mentre nel fascicolo non sono stati inseriti gli allegati con la progettazione preliminare. «Siamo d'accordo con lo spirito di questa iniziativa che rimette in connessione la città e l'ateneo», tiene a precisare D'Alberto, «ma senza documenti non ci è possibile chiarirne tutti gli aspetti». Nel corso del dibattito, al quale hanno partecipato anche i vertici dell'Adsu, sono state chieste rassicurazioni sull'effettiva realizzazione dell'intervento che parteciperà al bando del ministero dell'Università per ottenere finanziamenti destinati alla ricettività studentesca. «Vogliamo essere certi», aggiunge il capogruppo dem, «che si evitino incompiute e speculazioni». Il progetto, per il quale il Comune concederà la variante urbanistica, non comprende solo la realizzazione della casa dello studente, ma abbraccia anche altri interventi per l'accoglienza di ricercatori, dottorandi e famiglie. «Ci saranno anche un ristorante e strutture sportive che serviranno anche per attività estive», puntualizza il consigliere del Pd, «per cui si tratterà di un'operazione complessa che richiede una riflessione più ampia». D'Alberto sottolinea dunque la necessità di legare questo intervento al recupero dell'ex manicomio. «Quella struttura andrà in gran parte destinata all'università», spiega, «legandola alla trasformazione dell'ex rettorato per ridare slancio all'ateneo e al rapporto con la città che finora è mancato per responsabilità dell'amministrazione». (g.d.m.)
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