Casa di riposo da recuperare, scontro sui fondi

16 Dicembre 2022

Pepe (Pd): «Stanziamento merito di Legnini». D’Annuntiis: «È il frutto del lavoro di Marsilio»

SANT’OMERO. È scontro politico in Regione sui fondi per la riapertura della casa di riposo di Sant’Omero. Ad alimentarlo sono il consigliere del Pd Dino Pepe e il sottosegretario alla presidenza della giunta Umberto D’Annuntiis che fanno valutazioni contrastanti sui meriti dell’operazione. La miccia della polemica è accesa da Pepe. «La casa di riposo di Sant’Omero è stata chiusa dalla giunta Marsilio in piena pandemia», attacca il rappresentante dell’opposizione, «è stato duro colpo per la Val Vibrata che, come tanta parte del territorio regionale, ha sofferto l’indifferenza, l'immobilismo e l'assenza di interventi della giunta di centrodestra». Secondo Pepe la soluzione è arrivata grazie alle risorse post-sisma.
«L’ordinanza del commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini fra gli altri interventi prevede anche la ristrutturazione e il recupero della struttura di Sant’Omero per dieci milioni di euro», tiene a precisare il consigliere Dem, «il lavoro certosino e costante del commissario ha prodotto un risultato importante lì dove la giunta regionale aveva preferito archiviare con la chiusura». Questa interpretazione dei fatti suscita, però, l’immediata reazione da parte di D’Annuntiis.
«I dieci milioni di euro per la casa di riposo di Sant’Omero sono frutto del lavoro del presidente Marco Marsilio, Legnini ci ha solo messo la firma», afferma il sottosegretario regionale, «il Pd ha avuto per anni la responsabilità di guidare la ricostruzione dopo gli eventi sismici del 2016 e 2017, lasciandoci in eredità commissari incapaci, uffici bloccati e impantanati dalla burocrazia». Secondo D’Annuntiis, dunque, «dall’arrivo di Marsilio, che con Legnini ha un rapporto di leale collaborazione istituzionale e confronto costruttivo, si è vista subito un’altra musica». Per il sottosegretario «mentre Pepe strillava, Marsilio ha lavorato in silenzio, ha riunito gli uffici della ricostruzione, della Asl e dell’Asp che hanno tirato fuori, dai cassetti dove erano sepolte, le carte necessarie a completare l’istruttoria per rientrare nei requisiti per attingere alle risorse della ricostruzione pubblica». (a.d.p.)