Casa di riposo, rischio licenziamenti

14 Maggio 2016

Atri, la nuova cooperativa subentrata nella gestione annuncia che saranno riassorbiti solo 15 dei 23 addetti

ATRI. Rischio licenziamenti nella casa di riposo Santa Rita di Atri. La cooperativa sociale Agorà di Aversa, che ha vinto da poco l’appalto per la gestione della struttura per anziani di proprietà della Asp 2 di Teramo, ex Ipab, in una nota ha annunciato che «vi è incompatibilità fra lo stato della commessa e la consistenza attuale dell’organico» e che « verranno riassorbiti solo 15 dei 23 addetti» impiegati sino ad oggi dalla cooperativa uscente “Consorzio Futura”, affidataria del servizio.

Sindacati e lavoratori hanno aperto la vertenza in Provincia. Unanime la protesta: 15 operatori sono pochi per assistere oltre 40 anziani . Giovedì scorso al tavolo delle relazioni industriali della Provincia si è tenuto un primo incontro: presenti il funzionario Pierluigi Babbicola, responsabile dell’ufficio relazioni sindacali, Fabio Benintendi e Alberico Maccioni della Cisl. Così i due sindacalisti: «Risulta incomprensibile come possa l’azienda sanitaria far fronte ad un ingente mole di servizi con un personale così limitato tenuto conto della natura stessa del lavoro». La Cisl aggiunge: «Confidiamo nella prossima riunione e se non si dovesse raggiungere l’accordo chiederemo un intervento di tutte le istituzioni locali perchè tutti devono avere a cuore la struttura per anziani che serve un territorio molto ampio. Dobbiamo capire anche come la nuova ditta vuole organizzare il lavoro, bisogna seguire gli standard previsti dalla legge, coinvolgeremo anche la Regione». I sindacalisti concludono: «Quella di Aversa è una ditta che non sappiamo come lavora perché in Abruzzo è la prima volta che opera. L’affidamento ha la durata di un solo anno e non si comprende come mai intendono creare attriti con il territorio in modo così poco conciliante». Riunita al tavolo anche la coop uscente “Consorzio Futura” rappresentata da Gabriele Marcellini che ha riferito che è stata avviata «un’azione legale finalizzata a tutelare i propri interessi e che il ricorso pende innanzi al Consiglio di Stato».

La Provincia, viste le posizioni molto distanti delle parti ha proposto un differimento del subentro – previsto per il 20 maggio – e ha riconvocato le parti per martedì alle 9.30. «Per l’ennesima volta assistiamo ad un avvicendamento di gestione di servizi pubblici ad alto valore sociale con un taglio netto degli addetti», dichiara il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, «due sono le cose: o sono sbagliate le gare d’appalto o sono sbagliati i conti. E abbiamo un doppio problema: quello occupazionale e la qualità dei servizi. Mi auguro che lunedì vengano fugati dubbi e perplessità, in ogni caso la Provincia vigilerà per garantire una corretta assistenza agli utenti anziani e la corretta applicazione dei capitolati d’appalto».

Domenico Forcella

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