Casa occupata, entrano grazie all’aiuto del giudice

Le proprietarie di un villino a Silvi possono accedere per i lavori del Superbonus L’inquilina, morosa e sotto sfratto, non consentiva l’ingresso bloccando gli sgravi
SILVI . C’è voluto l’intervento del giudice. Solo così le proprietarie potranno accedere a un villino occupato da un’inquilina morosa e tra l’altro già destinataria di un’ingiunzione di sfratto. Questa, in pillole, la storia riportata in una sentenza del tribunale civile. È la vicenda, dai tratti paradossali, in cui sono incappate due sorelle costrette a rivolgersi al giudice solo per poter avviare gli interventi da finanziare con il Superbonus 110% per il loro immobile.
Le proprietarie, assistite dall’avvocato Mauro Ballone, nell’ottobre del 2017 hanno affittato il loro villino di Silvi Marina a una donna. Quest’ultima, però, ha accumulato consistenti arretrati nel pagamento del canone concordato e per questo, a febbraio, le titolari dell’immobile hanno chiesto lo sfratto. Il giudice ha accolto l’istanza, ma ne ha fissato l’esecutività in un primo momento a luglio, considerato il provvedimento legislativo di sospensione di tali atti. Successivamente la scadenza del blocco è stata prorogata a fine anno, per cui l’esecuzione dello sfratto è stata ulteriormente rinviata. Nel frattempo, le due sorelle hanno chiesto all’inquilina di poter accedere al villino per realizzare lavori indispensabili a concorrere all’ottenimento del bonus fiscale. La donna, però, si è rifiutata di farle entrare, sostenendo che questo avrebbe compromesso le proprie abitudini di vita. Le proprietarie si sono quindi rivolte al tribunale.
Il giudice, analizzate le posizioni, ha accolto l’istanza, dando il via libera all’accesso all’immobile. La sentenza chiarisce, infatti, che la proroga del blocco degli sfratti disposta per la legge «non costituisce fattore legittimante il rifiuto opposto da parte resistente».
Secondo il giudice, tra l’atro, la misura adottata dal legislatore, che garantisce il diritto alla casa durante l’emergenza sanitaria in corso, «non deve tradursi in un totale ed esclusivo sacrificio dei diritti altrui, ovvero – nel caso di specie – dei diritti delle proprietarie». Nel pronunciamento sul caso si ritiene sussistente anche il cosiddetto periculum in mora «in quanto il negato accesso all’immobile per compiere gli interventi preliminari, propedeutici ai più incisivi ed effettivi lavori di efficientamento energetico e sismico, impedirebbe alla ricorrenti di beneficiare di importanti bonus fiscali, tenuto conto del lungo e complesso iter burocratico nonché dei tempi ristretti per aderire al Superbonus 110%». Fino a dicembre, salvo ulteriori slittamenti, le proprietarie non riprenderanno possesso del villino, ma almeno potranno entrare. (g,d.m.)
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