Casa per sfollati non è utilizzabile

C’è solo lo scheletro. Ora va modificata la graduatoria per le assegnazioni
TERAMO. È da modificare la graduatoria di assegnazione agli sfollati del sisma delle case acquistate dalla Regione. Uno degli immobili destinati alle famiglie ancora ospitate in albergo, infatti, è risultato non idoneo a ospitare in tempi brevi gli inquilini. Si tratta di un immobile che si trova a San Nicolò ed è incompleto. Ci sarebbe solo lo scheletro in cemento armato e mancherebbero anche documenti che lo renderebbero subito utilizzabile. Per questo le famiglie che erano state destinate a quella palazzina, tramite il bando emesso dal Comune e riservato a sfollati da alloggi Ater che sono stati trasferiti in hotel, dovranno essere ricollocate altrove. Immobili disponibili ci sono, perché dei 147 messi a disposizione dell’amministrazione comunale ne sono stati affidati 53. Le famiglie destinate a occupare gli appartamenti di San Nicolò potrebbero trovare spazio nel condominio ‘Il Melograno’ alla Cona. La graduatoria, comunque, resterà in vigore. L’indisponibilità dell’immobile di San Nicolò non dovrebbe comportare il suo annullamento.
Il problema sarebbe stato determinato dal fatto che la Regione, acquirente degli appartamenti per gli sfollati, ha girato al Comune un elenco di edifici messi a disposizione sulla base di una semplice manifestazione di volontà da parte dei venditori. Dalle verifiche successive è emerso che la palazzina di San Nicolò non è risultata idonea, ma nel frattempo l’amministrazione cittadina aveva già emesso il bando e stilato la graduatoria. A scanso di ulteriori equivoci, però, il Comune attenderà indicazioni certe da parte della Regione su altre eventuali indisponibilità sopravvenute, prima di procedere con la seconda fase di assegnazioni. «Non si possono creare ulteriori incertezze e disagi», fa sapere il sindaco Gianguido D’Alberto, «a famiglie già in difficoltà».
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