Casalena, finita la residenza per anziani

Ha 26 posti, ora bisogna sistemare l’area esterna. E mancano solo le autorizzazioni per il centro Alzheimer a Giulianova
TERAMO. Più di 70 posti letto destinati agli anziani. La Asl conta di attivarli fra la fine dell’anno e i primi mesi del 2019. Si tratta di due strutture di diverso genere, una a Teramo l’altra a Giulianova.
CASALENA. Una è una Rsa che è stata realizzata a Casalena: la struttura è pronta, già arredata. La residenza sanitaria assistita conta 26 posti letto in camere con bagno e tv, una sala da pranzo e una sala polifunzionale. E costata un milione e mezzo circa.«Bisogna fare una piccola area parcheggio, la viabilità interna, il potenziamento linea elettrica e l’illuminazione esterna, oltre a un muraglione di contenimento per il parcheggio», spiega Valerio Profeta, direttore del coordinamento dell’assistenza sanitaria territoriale, «ora espleteremo la gara per l’affidamento dei lavori. Spero che nei primi mesi del 2019 la Rsa sia pronta: decongestiona un po' gli ospedali. La struttura servirà per le “dimissioni protette”, cioè per persone che non hanno più bisogno dell'ospedale ma non possono tornare a casa perchè hanno bisogno di un setting assistenziale superiore all'Adi. Si tratta dunque di una Rsa che avrà un veloce turn-over. La gestiremo probabilmente in proprio, visto che di fianco c’è un’altra Rsa». Per la nuova struttura occorreranno soprattutto infermieri e Oss, visto che i medici in parte saranno quelli della vicina Rsa.
GIULIANOVA. Una struttura che invece sarà aperta in tempi più brevi è il centro per la demenza senile di Giulianova, a bivio Bellocchio. In questo caso sono 45 i posti letto: una parte di Rsa per chi è nella fase acuta e il resto, 32 posti, inseriti in una residenza protetta. «Il mese scorso sono stati montati gli arredi», informa Profeta, «ora bisogna ultimare la pratica per l’autorizzazione sanitaria e antincendio (la prima la rilascia il Comune di Giulianova e la seconda i vigili del fuoco, ndr), non appena ditta che ha fatto i lavori ci riconsegna il collaudo».
La settantina di posti in realtà non soddisferà le esigenze a livello provinciale. In una società che invecchia, sono circa 400 i posti che servirebbero
NUOVO OSPEDALE. «La diatriba sul nuovo ospedale non ci consente di fare programmi concreti», commenta il dirigente, «con la costruzione di un nuovo ospedale per acuti, molte attività territoriali, dal consultorio alla neuropsichiatria infantile, all’igiene degli alimenti (ora sono tutte a Casalena, ndr), potrebbero essere riportate nel secondo lotto. A quel punto, visto che quegli edifici a Casalena erano stati pensati per Ra o Rsa, basta una squadra di pittori e avremo almeno 100 posti per anziani. Non è il caso di fare altre strutture ex novo se un domani abbiamo già queste a disposizione». L’idea di massima dunque è di riconvertire il secondo lotto e l’ex sanatorio – in caso si realizzi il nuovo ospedale – in una struttura territoriale di ampio livello «con tutti gli ambulatori, le specialistiche territoriali, la radiologia territoriale di primo livello, così come la cardiologia, ad esempio. Negli ospedali per acuti si farebbe la diagnostica di secondo livello e i ricoveri. Attualmente negli ospedali si mischiano urgenze di pronto soccorso e ricoverati con le prestazioni ad esterni: queste ultime slittano immancabilmente e si creano disagi e malumori. Gli ospedali vanno organizzati in modo moderno e in modo moderno bisogna strutturare le attività territoriali. Non possiamo andare avanti con una sanità degli Anni Settanta, la sanità deve essere del 2030: dobbiamo guardare avanti non indietro. Ma adesso tutti si scoprono esperti di edilizia sanitaria».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

