Case a Rivacciolo, inchiesta archiviata

3 Giugno 2017

Nessuna irregolarità nella lottizzazione. L’indagine era scattata dopo un servizio di Vera Tv

TERAMO. Archiviata l’inchiesta penale sulle presunte irregolarità nel piano integrato d’intervento in contrada Rivacciolo, oggi via Francesco Fedele a Colleparco, la lottizzazione di cinque palazzine realizzata dalle imprese Falone Costruzioni srl e San Marco Costruzioni srl lungo quella che una volta veniva chiamata “via delle Fratte”. Lo ha stabilito il giudice delle indagini preliminari Roberto Veneziano accogliendo la richiesta del pubblico ministero Greta Aloisi che al termine delle indagini non aveva ravvisato alcuna violazione penale.
Nel mirino della magistratura erano finite quattro persone: gli imprenditori Raffaele Falone di Teramo, Giuseppe Petruccelli e Giuseppe Villani di San Marco in Lamis e l’architetto Stefano Mariotti, ex dirigente dell’Ufficio urbanistica del Comune di Teramo, accusati a vario titolo di inadempimento dei contratti nelle pubbliche forniture, frode nelle pubbliche forniture, falso ideologico ed abuso d’ufficio. A innescare le indagini era stato un servizio televisivo, andato in onda su Vera Tv il 20 maggio 2015, realizzato – come fa notare Falone in un comunicato in cui commenta l’avvenuta archiviazione dell’inchiesta – «da quattro ex giornalisti de “La Città” (quotidiano edito dallo stesso Falone, ndr) passati a Vera Tv». Nel servizio televisivo venivano ipotizzate tre condotte illecite. La prima: i costruttori avrebbero certificato la fine dei lavori e il Comune avrebbe rilasciato l’agibilità per le palazzine sulla base di un falso perché i lavori non sarebbero stati completati. «Circostanza falsa», afferma Falone nella sua nota, «nella lottizzazione mancano 10 metri di marciapiede e il tappetino d’asfalto. È una prassi di cantiere e c’è tempo fino al 2018 per sistemare la zona». La seconda accusa che veniva mossa ai costruttori è che questi avrebbero modificato la convenzione all’oscuro dei clienti, prevedendo percorsi pedonali attrezzati e due parchi gioco, uno dei quali davanti al tribunale, in luogo del campo polivalente. «Circostanza falsa», continua Falone, «tutti i clienti hanno dato mandato alle imprese, sulla base della convenzione modificata dalla giunta comunale di Teramo». Il parco giochi davanti al tribunale – questa la terza accusa – sarebbe stato realizzato da Falone in difformità rispetto al progetto, lucrando sui materiali. Falso anche questo, ribatte ora Falone, «il parco è migliore rispetto al progetto».
Il costruttore annuncia che intende intraprendere un’azione penale e civile contro i quattro giornalisti. (red.te.)