Case Ater, i primi 4 milioni vanno a Colleatterrato

12 Agosto 2017

Finanziato il miglioramento sismico di due palazzine da 32 alloggi ciascuna

TERAMO. Si comincia da Colleatterrato, il luogo simbolo del terremoto 2016-17 che ha cambiato la storia di Teramo. Saranno due palazzine popolari di quel quartiere, infatti, le prime ad essere riparate e migliorate sismicamente tra le tante di proprietà dell’Ater danneggiate e rese inagibili dalle scosse. I 4 milioni complessivi disponibili per i due interventi serviranno a far rientrare in città 64 famiglie al momento sistemate altrove a spese dello Stato. È poco, quasi niente rispetto ai numeri complessivi del sisma a Teramo: val la pena ricordare che al momento si contano circa 1.500 famiglie e quasi 5mila persone fuori dalle proprie case. Ma è comunque un inizio, che si spera verrà seguito presto da stanziamenti ben più consistenti.
LA SCELTA. Il sindaco Maurizio Brucchi, pur non avendo diretta competenza sul patrimonio Ater, quando dal governo sono arrivati per il Teramano i primi 4 milioni destinati alla ricostruzione delle case popolari è stato interessato dal capo dell’Ufficio speciale ricostruzione Marcello D’Alberto. «Il punto era: da dove cominciare? E io, d’accordo con D’Alberto», dice Brucchi, «ho detto: assolutamente da Colleatterrato, che è stato il quartiere più colpito». Così sono stati finanziati due interventi per altrettante palazzine da 32 alloggi l’una, una di recente inaugurazione in via Giovanni XXIII (un milione e 105mila euro) e l’altra più datata in via Adamoli (due milioni e 897mila euro). «Ora si può partire con gli appalti», continua il sindaco, «e questo è importante sia perché si fanno rientrare in città 64 famiglie, circa 200 persone, sia per pagare meno di autonoma sistemazione».
I PROBLEMI. Le palazzine in questione sono state classificate “B”, quindi non hanno danni gravi. A Teramo già decine di alloggi privati con esito “B” sono stati riparati e i proprietari vi sono rientrati. In questi mesi ci si è chiesti spesso perché l’Ater, con gran parte del patrimonio classificato “B”, non partisse celermente con i lavori. La risposta la dà Brucchi: «Si è perso tempo per fare le verifiche sismiche, perché contestualmente alla riparazione dei danni gli edifici Ater saranno sottoposti a miglioramento sismico. All’Ater si sono resi conto che tante loro case non erano state costruite bene, e su questo andrebbe fatta anche un’altra attività... ma non è compito mio». Il riferimento di Brucchi è a un’eventuale inchiesta penale sulle modalità di realizzazione delle case lesionate, inchiesta che al momento non c’è. Ora la domanda sorge spontanea: che tempi avrà questa ricostruzione? Solo per il patrimonio dell’Ater di Teramo il fabbisogno è di 60 milioni di euro. I soldi arriveranno a singhiozzo e si dovranno fare decine di gare sopra soglia, quindi con procedura normale. Brucchi sbotta: «È questo il punto cruciale. Se i tempi degli appalti sono quelli del codice, almeno sei mesi per gara di progettazione e gara di appalto, la ricostruzione non decolla e butti via i soldi per l’autonoma sistemazione. Io l’ho detto a Errani che bisogna semplificare le procedure, magari affidando delle responsabilità ai sindaci. Si prevedano sanzioni più severe per chi sgarra, ma si dia la possibilità di essere più veloci a chi vuole lavorare».
GLI INQUILINI. La notizia del finanziamento delle due palazzine di Colleatterrato è stata accolta dal comitato sfollati nato proprio nel quartiere teramano con un sorriso a mezza bocca, Leo Iachini dice: «Siamo contenti, ma diciamo anche che non vogliamo subire passivamente le scelte. Auspichiamo che per questa siano stati seguiti dei criteri logici e comunque aspettiamo entro fine agosto dall’amministratore dell’Ater Rampini un cronoprogramma basato su criteri che abbiamo già condiviso con lui. Si era detto che bisognava cominciare dove i lavori sono più semplici e si possono far rientrare prima le famiglie. Speriamo che sia il caso di questi due edifici, di sicuro a Colleatterrato ce ne sono almeno tre dove sono state sgomberate tre famiglie su 12 per lesioni solo parziali».
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