Case Ater, proteste per lavori lenti

6 Dicembre 2023

Gli inquilini: «Nel cantiere ci sono solo due operai per sei palazzine»

GIULIANOVA. «Ci sono sempre due operai per sei palazzine e i lavori ovviamente vanno molto a rilento. Come faranno a concludere il tutto per marzo 2024? Siamo molto preoccupati». È il grido di allarme lanciato da alcuni residenti delle sei palazzine Ater in via Brodolini per le quali lo scorso 4 settembre sono stati consegnati i lavori di riqualificazione che però, in effetti, sono stati avviati solo il 20 ottobre. I residenti, che ogni giorno sono sul posto per verificare l’andamento del cantiere, evidenziano che si fatica ad andare avanti con gli interventi e quelli già realizzati avrebbero determinato la rottura dei citofoni. «Finora, in un mese e mezzo, hanno solo eliminato il cappotto delle sei entrate e pulito i sottotetti, ma purtroppo non funzionano più i citofoni e, per aprire, si è costretti a scendere al piano terra», precisano alcuni di loro, «d’altronde due soli operai non riescono a fare di più. Sui balconi per il momento nessun intervento, e purtroppo con il vento dei giorni scorsi sono caduti altri pezzi di cornicione».
L’intervento, che dovrebbe durare circa sei mesi, è stato finanziato dalla Regione, su richiesta dell’Ater, con 380mila euro, e prevede un nuovo isolamento per le palazzine e, soprattutto, la sistemazione dei balconi ai quali gli inquilini da più di un anno non possono accedere per motivi di sicurezza. Resta però il problema di alcuni tetti, rovinati da un impianto fotovoltaico installato diversi anni fa dall’Ater ma mai entrato in funzione. La situazione critica delle sei palazzine di via Brodolini è stata portata alla luce a maggio grazie a un’assemblea pubblica nel cortile degli edifici organizzata dagli anarchici di “Campetto occupato” e da lì poi la questione ha suscitato polemiche fino ad arrivare in consiglio comunale.
Luca Venanzi