Case del sesso, in 16 vanno a giudizio

10 Giugno 2015

Sono proprietari e intermediari, altri due patteggiano. La Cassazione respinge i ricorsi contro i dissequestri delle abitazioni

ALBA ADRIATICA. La Cassazione respinge i ricorsi dei proprietari contro i sequestri e il gup li rinvia a giudizio. L’ultima parola sulle “case del sesso” sequestrate a fine ottobre tra Martinsicuro ed Alba Adriatica spetterà al tribunale in composizione collegiale davanti a cui a maggio compariranno in sedici, tra proprietari e intermediari vari.

Dei 18 imputati, infatti, ieri mattina due hanno patteggiato un anno e sei mesi: si tratta si Matteo Amabili, 31 anni di Spinetoli, e di Danuta Grzybek, 58 anni, polacca, da anni residente a Martinsicuro. Il gup Domenico Canosa ha rinviato tutti gli altri a giudizio. Va detto che i giudici della Suprema Corte hanno respinto tutti i ricorsi, tranne in un caso.

La procura (titolare del fascicolo è il pm Stefano Giovagnoni)contesta sia il favoreggiamento della prostituzione sia un articolo della legge Merlin, ovvero «l’aver dato in locazione appartamenti allo scopo dell’esercizio della prostituzione».

Perchè secondo l’accusa, ed è questo il filo che lega sei mesi di indagini tra intercettazioni e pedinamenti, i proprietari sapevano quello che accadeva nelle loro case affittate. Erano, sostiene l’accusa, i referenti degli intermediari a cui le ragazze, già prima di arrivare in Italia, si rivolgevano per trovare casa, per farsi ritrarre in pose destinate a finire sui giornali specializzati in annunci di prestazioni sessuali e su vari siti internet.

Di diverso avviso, invece, la difesa «per cui i proprietari non sapevano nulla di quello che avveniva negli appartamenti affittati».

Nel corso dei mesi tutti hanno raccontato di non sapere quello che succedeva all’interno delle case, di aver affittato con un regolare contratto (esibito da molte ragazze durante il blitz e che secondo gli investigatori si basa su prezzi di mercato) e di non aver mai parlato con intermediari o altri ma di aver trattato direttamente con le ragazze per l’affitto delle case.

I sequestri, chiesti dagli inquirenti e all’epoca dei fatti respinti dal gip, sono stati disposti dopo che il tribunale del Riesame (presidente Roberto Veneziano) ha accolto l’appello fatto dalla stessa procura dopo il no del primo giudice. Sullo sfondo dell’indagine, che nell’ottobre del 2014 portò al blitz della polizia sulla costa, si stagliano le proteste dei residenti, dei comitati di quartieri che, soprattutto nella zona di Villa Rosa, ormai da mesi stanno combattendo una battaglia sui rischi della sicurezza con esposti, denunce e filmati girati con telefoni cellulari e messi in rete. E non è escluso che in apertura di dibattimento possano esserci delle richieste di costituzione di parte civile.(d.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA