Case di riposo a rischio dissesto La Regione promette interventi

13 Marzo 2021

L’Asp 1 ha otto milioni di debiti, il Cda chiede a Marsilio di adeguare le tariffe per sanare il bilancio Decisa la chiusura della “Campanini” di Sant’Omero, i 18 ospiti andranno tra Nereto e Civitella

TERAMO. La Regione, in particolare il presidente Marco Marsilio, si è impegnata ad affrontare la terrificante situazione finanziaria dell’Asp 1 di Teramo, l’azienda per i servizi alla persona che sovrintende alle case di riposo del capoluogo e della Val Vibrata e che negli anni ha accumulato debiti per una cifra che si aggira sugli otto milioni di euro. Nel frattempo l’Asp 1 ha deciso di chiudere la casa di riposo di Sant’Omero, che dal maggio 2019 ha sede in una struttura scolastica giudicata inadeguata dall’ente.
Le due notizie si leggono in una nota del consiglio di amministrazione dell’Asp 1 (presidente Elisabetta Cantore, componenti Alberto Covelli e Roberto Canzio) che riferisce così dell’ultimo incontro avuto con dirigenti e politici regionali: «È stato rappresentato il quadro reale che l'organo amministrativo della Asp 1 ha ereditato dalle precedenti gestioni. Uno stato di fatto disarmante, da cui la Asp 1 si potrà sicuramente risollevare solo a seguito di una fattiva collaborazione tra il Cda e la Regione Abruzzo, che dovrà necessariamente intervenire per consentire il risanamento dell'ente». La possibile soluzione prospettata dal Cda per raggiungere l'obiettivo del pareggio di bilancio nell'anno corrente è un adeguamento delle tariffe pagate dagli ospiti, perché finora l’ente ha incassato sempre meno di quanto spende. Adeguare le tariffe significherebbe avere una regolarità di entrate, mentre il pesante debito accumulato andrebbe consolidato e smaltito nel tempo attraverso transazioni. Il Cda scrive di essere «in attesa, nei prossimi giorni, di comunicazioni e decisioni importanti da parte della Regione, ove il presidente Marsilio ha garantito il personale impegno». Ovviamente la Regione, se decidesse di adeguare le tariffe delle case di riposo, dovrebbe farlo per tutte le Asp abruzzesi. Una scelta politica non facile. Ma è anche vero che la Asp 1 di Teramo è la più grande della regione e che la sua situazione di dissesto non è sanabile con interventi “una tantum”.
La nota del Cda dell’Asp 1 prosegue: «Al fine, poi, di chiarire definitivamente l'annosa questione inerente la casa di riposo di Sant’Omero Carlo Campanini, è emerso che la struttura che ospita gli anziani è priva delle caratteristiche tecniche e strutturali necessarie e non può in alcun modo essere utilizzata come struttura sanitaria finalizzata agli scopi di una casa di riposo dal momento che risultano insussistenti i requisiti minimi per le strutture residenziali. È emerso che l’attuale immobile era stato individuato, come da ordinanza del sindaco di Sant’Omero del 22 maggio 2019, quale ricovero temporaneo degli ospiti e che tale situazione di temporaneità si è protratta per un periodo, oggettivamente, ingiustificabile e ad oggi incompatibile con la situazione epidemiologica. Pertanto, sono tate prese le decisioni del caso, nel massimo rispetto degli ospiti e dei familiari».
Le “decisioni del caso” sono la chiusura della struttura: i 18 anziani ospiti sarebbero sistemati tra le altre due case di riposo della Val Vibrata, quella di Nereto e quella di Civitella del Tronto, e qui – in considerazione dell’aumento degli ospiti – si cercherebbe di ricollocare il personale che attualmente lavora alla Campanini. Ma su questo, al momento, non c’è certezza. E il sindaco di Sant’Omero già annuncia battaglia.
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